31 ottobre 2024 11:01
Il PET, popolare resina con cui si producono bottiglie e imballaggi, si ottiene partendo da glicole monoetilenico (MEG) e acido tereftalico purificato (PTA), quest'ultimo ottenuto via paraxilene. Per ottenere un PET da fonti rinnovabili, è disponibile da tempo il MEG biobased, mentre è più complessa la sintesi di paraxilene non da fonte fossile.
Per aggirare il problema e mettere in commercio una bottiglia 100% bioPET, un consorzio formato da Indorama Ventures, Eneos, Mitsubishi Corp, Iwatani, Neste e Suntory ha deciso di utilizzare PTA ottenuto con paraxilene prodotto con materie prime rinnovabili, nello specifico olio esausto di cucina, attribuite mediante bilancio di massa certificato ISCC Plus.
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Adesso tutti si muovono per salvaguardare la filiera, ma chi è davvero in grado di assicurare i controlli? Il punto a cura del consrozio C.A.R.P.I.
Rebranding strategico nel settore dei masterbatch, parte dello Strategic Plan 2030 del gruppo Hexpol.