25 settembre 2025 08:41
Si è aperto oggi a Torino il Forum internazionale sulle biotecnologie industriali e la bioeconomia, momento di incontro e confronto con la filiera che impiega come materia prima le risorse biologiche rinnovabili.
Organizzato dal cluster italiano della bioeconomia circolare Spring in collaborazione con Innovhub-SSI, il Forum affronterà oggi e domani temi che spaziano dalla chimica biobased al biotech industriale, dall'agro-food alle bioenergie, trattando temi relativi a politiche, infrastrutture e nuovi bioprodotti.
"La bioeconomia circolare - spiegano gli organizzatori - rappresenta una leva strategica per coniugare sostenibilità ambientale, competitività industriale e coesione territoriale, ma ha bisogno di visione e strumenti di governance adeguati per sostenere il settore e tenere il passo con un contesto globale in grande trasformazione".
Intervengono al Forum aziende del calibro di Novamont, NatureWorks, IFF, Stellantis, TotalEnergies Corbion, Lavazza, SMAT, IP e rappresentanti della Commissione europea, oltre a una delegazione statunitense.
L’evento prevede anche incontri bilaterali grazie alla piattaforma di Enterprise Europe Network.
“La bioeconomia circolare, in quanto massimamente multidisciplinare e con le radici nei territori, è in grado di connettere una pluralità di settori, includendo le comunità e innescando l’innovazione partecipata - afferma Catia Bastioli, AD di Novamont e Presidente del Cluster Spring (nella foto) -. La molteplicità di tecnologie già sviluppate in Europa negli anni potrebbe permettere di costruire un network di bioraffinerie per un’ampia gamma di bioprodotti in grado di non accumularsi in acqua e suolo, alimentando nuove e vecchie filiere nei territori, valorizzando sempre più le diverse componenti della biomassa, gli scarti e i sottoprodotti".
"Molto del mancato sviluppo della bioeconomia circolare - aggiunge Bastioli - è riconducibile a un approccio normativo che applica regole dei settori tradizionali ai nuovi, con il rischio di ostacolarne la crescita e disincentivare chi vorrebbe investire in Europa. Ci auguriamo che l’EU Clean Industrial Deal, così come la Revisione della Strategia sulla Bioeconomia, possano essere l’occasione per questa trasformazione".
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