11 novembre 2025 08:42
Gli schemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR, Extended Producer Responsibility) possono svolgere un ruolo importante nel promuovere la circolarità, ma l’applicazione indiscriminata all'industria dei materiali compositi, senza considerare le specificità del settore, va considerata attentamente e richiede un approccio politico mirato e basato su dati concreti.
È quanto sostiene l'associazione europea di settore, EuCIA, in un position paper appena pubblicato. "Un’introduzione prematura di tali schemi rischierebbe di distorcere il mercato, penalizzare l’innovazione e creare disparità competitive tra produttori europei e non europei", afferma.
Questa posizione viene adeguatamente motivata. I compositi fibrorinforzati sono materiali complessi, utilizzati in applicazioni che spaziano da piccoli elementi strutturali per veicoli, a scafi di imbarcazioni da diporto, intere pale di turbine eoliche e tubazioni lunghe centinaia di metri. Questa combinazione di durabilità - con cicli di vita che si misurano in decenni -, difficoltà di tracciamento e impieghi in applicazioni strategiche (come la difesa) non permetterebbe - secondo l'associazione europea - di applicare al comparto un modello EPR standard.
Imporre oggi un contributo EPR su materiali che saranno riciclati nel 2125 non è giustificabile, afferma EuCIA, senza contare la difficoltà di trattare materiali costituiti da polimeri, fibre, anime e additivi, spesso integrati con metalli o schiume.
L'associazione europea della filiera dei compositi sottolinea anche altre criticità, come l'assenza di codici rifiuto armonizzati: "senza una tracciabilità accurata, una classificazione uniforme e una libera movimentazione transfrontaliera dei rifiuti, qualsiasi contributo EPR rischia di gravare ingiustamente sui produttori europei e di aumentarne i costi". Inoltre, è reale il rischio di una competizione sleale tra produttori comunitari ed extra-UE in presenza di obblighi EPR non armonizzati.
Non solo: gli schemi EPR potrebbero essere incompatibili con settori strategici o sensibili dal punto di vista della sicurezza, in particolare quello della difesa, dove i materiali compositi svolgono un ruolo cruciale. Infine, sottolinea l'associazione, le operazioni di raccolta (e l’eventuale trasporto transfrontaliero) devono essere precedute da identificazione, separazione e smontaggio dei manufatti, fasi che solitamente non rientrano nelle competenze delle organizzazioni di responsabilità del produttore.
Secondo EuCIA, quindi, l'adozione di questi schemi dovrebbe essere considerata solo dopo aver sviluppato l’infrastruttura necessaria e implementato sistemi di classificazione dei rifiuti e di tracciabilità. Occorre anche investire in infrastrutture di smontaggio, selezione e riciclo attraverso strumenti di finanziamento europei e nazionali, sostenendo programmi pilota al fine di validare soluzioni scalabili. Infine, la filiera dei compositi chiede che qualsiasi quadro EPR venga applicato in modo equo anche ai prodotti compositi importati.
© Polimerica - Riproduzione riservata
Via delle Robinie, 10 - 28040 Mezzomerico (NO)
Tel: +39 032194128 - Fax: +39 0321 961014
Web: www.binovapm.it - Email: info@binovapm.it
Via Delle Industrie 10/13 , 10 - 20874 Busnago (MB)
Tel: +39 039 6957821
Web: www.vamptech.com/ - Email: marketing@vamptech.com
Viale Buonarroti, 10 - 28100 Novara (NO)
Tel: 0321 398648 - Fax: 0321 398650
Web: www.leanplastic.it - Email: info@grecuconsulting.com
Via Leonardo da Vinci, 5, 5 - 27036 Mortara (PV)
Tel: +39 0384 295237 - Fax: +39 0384 295084
Web: sipol.com/it/ - Email: sipol@sipol.com