11 novembre 2025 14:39
Di fronte alla crisi e al disinteresse del Governo, i riciclatori di materie plastiche minacciano il fermo degli impianti, con il rischio di paralizzare l'intera filiera, già colpita da una sovracapacità di raccolta che sta intasando progressivamente i centri di selezione e stoccaggio, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi (leggi articolo).
La minaccia di serrata arriva dall'associazione di settore, Assorimap: "Viste le mancate misure urgenti per salvare il comparto, l’industria privata del riciclo, dopo anni di sopravvivenza, si arrende: da oggi fermiamo gli impianti - afferma il presidente Walter Regis -. Lo facciamo con senso di responsabilità, consapevoli delle ripercussioni sull’intero Paese, ma continuare a produrre con perdite insostenibili è ormai impossibile”.
Secondo l'associazione, il fatturato delle aziende è crollato negli ultimi tre anni del 30%, una crisi condivisa da tutta la filiera, stretta tra i costi dell’energia – i più alti d’Europa – e la concorrenza delle importazioni extra-Ue di plastica vergine e riciclata venduta sottocosto.
Non è chiaro come l'iniziativa si concretizzerà, ma il comparto è determinato a far sentire la sua voce, dopo i numerosi campanelli d'allarme fatti squillare negli ultimi mesi: "Sono passati quasi due mesi dall’ultimo appello al ministro Pichetto Fratin e più di un mese dal tavolo convocato dal ministero dell’Ambiente con la promessa di una nuova convocazione operativa entro i primi di novembre, che ad oggi non è avvenuta – sostiene Regis – Quello che denunciavamo a ottobre non era un vano avvertimento, come non lo è questo annuncio di stop degli impianti. Siamo di fronte a un’emergenza nazionale che non possiamo affrontare da soli”.
Il blocco degli impianti di riciclo rischia di aggravare una situazione già in parte compromessa: “I piazzali dei centri di stoccaggio e di selezione sono già stracarichi e vicini ai limiti autorizzativi previsti - afferma il presidente di Assorimap -. Se noi riciclatori smettiamo del tutto di processare i lotti, il sistema di selezione si bloccherà nel giro di qualche settimana. A quel punto, non ci sarà più spazio per conferire la plastica raccolta in modo differenziato dai cittadini”.
Le soluzioni proposte da Assorimap al Mase per far fronte alla crisi sono articolate: si va dalla richiesta di anticipare al 2027 l'obbligo di utilizzare plastica riciclata negli imballaggi al riconoscimento dei crediti di carbonio per chi produce materia prima seconda; dall’estensione dei certificati bianchi a maggiori controlli sulla tracciabilità delle importazioni con l'introduzione di sanzioni efficaci.
“Salvare la filiera del riciclo meccanico made in Italy è essenziale per la transizione ecologica e l’autonomia strategica del Paese – conclude Regis – Ma servono fatti, e servono subito, perché non possiamo assumerci l’onere della gestione dei rifiuti in plastica di un intero Paese”.
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