7 gennaio 2026 16:55

Il
riciclo chimico, noto anche come riciclo
molecolare o
avanzato, identifica una serie di tecnologie progettate per scomposizione della plastica post-consumo nei suoi
costituenti chimici fondamentali (monomeri, oligomeri o idrocarburi di base).
A differenza del riciclo meccanico, che agisce tramite processi fisici di fusione senza alterare la struttura macromolecolare, il riciclo chimico opera un vero e proprio "reset" molecolare.
Le tecnologie principali
I processi si distinguono per la profondità della scomposizione e il prodotto finale ottenuto:
- Pirolisi: Decomposizione termochimica in assenza di ossigeno (400-600°C) che trasforma frazioni miste di poliolefine (PE e PP) in un olio di pirolisi. Questo olio può sostituire la nafta vergine negli impianti petrolchimici per sintetizzare nuova plastica.
- Depolimerizzazione (o Solvolisi): Utilizza reagenti chimici o calore per scindere polimeri di policondensazione (come PET e Nylon) direttamente nei loro monomeri originali. È considerato un sistema a ciclo chiuso (closed-loop) ideale perché garantisce elevata purezza.
- Gassificazione: Trattamento ad altissime temperature (>700°C) con ossigeno limitato per produrre syngas (H2+CO), utilizzabile come blocco di partenza per nuovi prodotti chimici o carburanti..
Complementarità strategica
Il riciclo chimico non è in competizione con quello meccanico, ma ne è complementare.
Esso permette infatti di gestire rifiuti plastici misti, contaminati o multistrato che il riciclo meccanico non riesca a processare efficientemente.
Inoltre, i prodotti ottenuti hanno proprietà chimico-fisiche identiche alle materie vergini, risultando idonei per il packaging alimentare e applicazioni medicali.
Bilancio di Massa (Mass Balance)
Nelle infrastrutture petrolchimiche esistenti, i feedstock riciclati (come l'olio di pirolisi) vengono miscelati con materie prime fossili.
. Poiché le molecole sono indistinguibili, non è possibile separarle fisicamente o tracciarle analiticamente nell'output finale. Per questo si adotta il Mass Balance: un metodo di Catena di Custodia (Chain of Custody) che permette di attribuire matematicamente la quota di materiale riciclato in ingresso a una porzione definita dei prodotti venduti.
Analogia: Immaginate di voler produrre una torta utilizzando alcune uova da allevamento all'aperto e altre da allevamento in gabbia. Una volta rotte e mescolate nell'impasto, non potete più sapere quale fetta contenga esattamente l'uovo "sostenibile". Tuttavia, conoscendo le proporzioni iniziali, potete dichiarare con certezza che il 20% della torta è prodotta con uova da allevamento all'aperto. Il bilancio di massa può essere visto come la ricetta che attesta questa proporzione.
L'efficacia di questo approccio dipende dai meccanismi di attribuzione adottati, che definiscono come il valore del carbonio riciclato viene contabilizzato lungo la catena.
1. Attribuzione Libera (Free-attribution): Consente di allocare l'intero output riciclato a specifici prodotti (es. solo polimeri), massimizzando la flessibilità commerciale per accelerare lo sviluppo industriale.
2. Esclusione dei combustibili (Fuel-use Exempt): Prevede che la quota di output destinata alla produzione di energia o combustibili (non considerati "riciclo" secondo la normativa UE) venga sottratta dal calcolo, attribuendo il contenuto riciclato solo alla materia effettivamente convertita in nuovi prodotti chimici o plastiche.
3. Solo Polimeri (Polymer-only): Un'interpretazione restrittiva che scarta dal calcolo tutti i prodotti chimici non polimerici, anche se ad alto valore, limitando la contabilizzazione solo alla plastica prodotta.
Per garantire trasparenza e prevenire pratiche di greenwashing, questi processi devono essere verificati da enti certificatori terzi (come ISCC PLUS o REDcert2) che assicurano l'assenza di doppi conteggi.
Confronto tra riciclo meccanico e chimico
Il riciclo meccanico e quello chimico non sono tecnologie in competizione, ma soluzioni sinergiche e complementari per la gestione dei rifiuti.
- Input e Tolleranza: il riciclo meccanico richiede flussi di rifiuti puliti, omogenei e ben selezionati, mentre quello chimico può gestire rifiuti misti, contaminati o multistrato, o rifiuti tessili complessi che il processo meccanico non è in grado di trattare.
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Qualità dell'Output: Il processo meccanico comporta un inevitabile downcycling, poiché gli stress termici e fisici accorciano le catene polimeriche, degradando la qualità del materiale a ogni ciclo.
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Impatto Ambientale ed Energetico: Il riciclo meccanico è meno energivoro e presenta generalmente un'impronta di carbonio inferiore.
Tuttavia, le analisi del ciclo di vita (LCA) evidenziano che il riciclo chimico è sistematicamente preferibile alla discarica o all'incenerimento, riducendo le emissioni complessive e la dipendenza da risorse fossili vergini.
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