16 marzo 2026 08:50
Dopo aver avviato sei anni fa a Porvoo, in Finlandia, un impianto per il riciclo chimico di rifiuti plastici misti mediante pirolisi, Neste ha aggiunto un ulteriore tassello mettendo in marcia una nuova unità per la purificazione e l’upgrading dell'olio di pirolisi, rendendo possibile la produzione di feedstock di alta qualità per l’industria delle plastiche e della chimica, in sostituzione di materie prime fossili.
Il nuovo impianto, costato 111 milioni di euro, ha una capacità di trattamento fino a 150 mila tonnellate annue di rifiuti plastici liquefatti.
Questo investimento consente al gruppo finlandese di colmare il divario qualitativo tra i rifiuti plastici liquefatti grezzi e le materie prime drop-in di elevata qualità richieste dall’industria petrolchimica nei processi di cracking.
L'impianto è stato progettato specificamente per trattare oli derivati da flussi di rifiuti plastici complessi, come imballaggi multistrato, frazioni plastiche miste o contaminate.
Neste tratta rifiuti plastici liquefatti dal 2020. La costruzione del nuovo impianto di upgrading e la sua integrazione nella raffineria esistente sono iniziate nel 2023 e si sono concluse alla fine del 2025. Il ramp-up produttivo è partito nel 2026 e procederà gradualmente in funzione dell’evoluzione del mercato e del quadro normativo.
“Rendiamo possibile lo scale-up del riciclo chimico attraverso l’upgrading di rifiuti plastici liquefatti - spiega Maiju Helin, responsabile Polymers and Chemicals in Neste -. Grazie al nostro nuovo impianto, anche i rifiuti plastici difficili da riciclare possono essere valorizzati fino a soddisfare i requisiti qualitativi del feedstock richiesti dalle aziende che producono plastiche di alta qualità". "Tuttavia - sottolinea Helin -, le attuali regole di calcolo della Commissione europea sul contenuto riciclato nell'ambito della Direttiva sulle plastiche monouso (SUP) rischiano di limitare la capacità delle raffinerie di contribuire al raggiungimento dei target Ue sul contenuto riciclato. Nell’interesse della competitività europea, dobbiamo assicurarci che queste regole vengano modificate per includere le raffinerie nel contesto del regolamento Ue sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio”.
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