24 marzo 2026 10:12
Nel nuovo contesto di globalizzazione frammentata, segnato dal ritorno dei dazi e da una crescente competizione geo-economica, le grandi potenze stanno rafforzando i legami commerciali con partner ritenuti strategici.
In questo quadro, si inserisce l’accelerazione impressa da Bruxelles alla politica commerciale dell'Unione: mentre gli Stati Uniti alzavano le barriere tariffarie, la Commissione europea ha rilanciato i dossier più rilevanti per diversificare mercati e catene di approvvigionamento, sbloccando prima il negoziato con il Mercosur e chiudendo poi, nel gennaio 2026, l’accordo di libero scambio con l’India.
Va inquadrato in questo scenario l'accordo raggiunto ieri con l'Australia su libero scambio di merci e servizi, innovazione e ricerca, difesa e sicurezza, che corona colloqui in corso dal 2018.
Una volta in vigore il trattato, le imprese europee vedranno ridursi - e nel 99% dei casi azzerati - i dazi sui prodotti destinati al mercato australiano, compresi macchinari, prodotti chimici e materie plastiche (vedi tabella), con risparmi intorno a 1 miliardo di euro l’anno per le aziende. C'è anche un capitolo dedicato alle piccole e medie imprese, per aiutarle ad aumentare le esportazioni.
La Commissione ha stimato che, in virtù di questo accordo, le esportazioni dell’UE potranno aumentare fino a un terzo nel prossimo decennio, raggiungendo 17,7 miliardi di euro l’anno.
Tra i settori con le maggiori potenzialità di crescita vengono segnalati i prodotti lattiero-caseari (incremento previsto fino al 48%), gli autoveicoli (52%) e i prodotti chimici (20%).
Si apriranno anche nuove possibilità di investimento in Australia, che - secondo Bruxelles - potrebbero aumentare di oltre l’87%. L’accordo renderà inoltre più semplice per i professionisti dell’UE lavorare in Australia, mentre le quote di ingresso per ingegneri e ricercatori stimoleranno l’innovazione europea e australiana.
L’Australia è anche un importante produttore di materie prime, tra cui alluminio, litio e manganese, fondamentali per la sicurezza economica e la competitività della nostra industria. L’accordo siglato ieri facilita l’accesso dell’UE alle materie critiche australiane, con disposizioni specifiche che rendono il mercato più prevedibile e affidabile per le imprese europee. Inoltre, speciali disposizioni ambientali e di sicurezza garantiranno che queste vengano estratte in modo sostenibile.
“L’UE e l’Australia possono essere geograficamente lontane, ma non potrebbero essere più vicine nel modo in cui vedono il mondo - ha commentato la presidente della Commissione, von der Leyen rivolgendo al Parlamento australiano (nella foto) -. Siamo impegnati a costruire un futuro più pulito e più digitale per i nostri cittadini, i lavoratori e le imprese. E inviamo un segnale forte al resto del mondo: nei tempi turbolenti, ciò che conta di più sono l’amicizia e la cooperazione.”
Ci vorrà però ancora tempo prima dell'effettiva entrata in vigore dell'accordo. La bozza negoziata sarà pubblicata a breve dalla Commissione. Si trasformerà in una proposta che verrà sottoposta per approvazione al Consiglio UE. Una volta adottata, i due partner potranno firmare l’accordo. Per l’entrata in vigore, saranno necessari il consenso del Parlamento europeo e la decisione finale del Consiglio. Una volta che anche l’Australia avrà ratificato l’accordo, questo potrà entrare finalmente in vigore.
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