Per l'Associazione dei produttori europei di film in plastica 3,4 milioni di tonnellate di sacchetti l'anno sono troppi.
25 maggio 2011 05:19
EuPF, European Plastic Films, Associazione che rappresenta i produttori di film plastici all'interno della Federazione europea dei trasformatori (EuPC) non concorda con i dati forniti dalla Commissione Europea riportati nella premessa alla Consultazione popolare online lanciata lo scorso 18 maggio.
In particolare, sarebbero esagerati i 3,4 milioni di tonnellate indicati come consumo presunto di sacchetti per la spesa usa-e-getta nei 27 paesi dell'Unione Europea nel 2008, corrispondenti in media a 500 shopper per abitante. Per EuPF, invece, il volume di tutti i sacchetti utilizzati nei paesi dell'Unione - ivi compresi quelli per la spazzatura, per l'asporto di frutta e verdura e per la conservazione dei cibi in frigorifero - ammonterebbe a circa 1,8 milioni di tonnellate, di cui non più di un terzo riferibili agli shopper veri e propri.
Anche i dati sul consumo procapite andrebbero rivisti. Nel Regno Unito, l'utilizzo di shopper è stimato in circa 100 pezzi l'anno per abitante, e il 60% dei consumatori riutilizza più di una volta il sacchetto. Dati analoghi sono riferibili ad altri paesi, come Austria e Germania, mentre in Francia il consumo medio scende a 15-30 sacchetti per abitante e il riutilizzo è pratica normale .
EuPF mette anche in dubbio la leggitimità della consultazione popolare in riferimento al divieto alla commercializzazione di sacchetti non biodegradabili introdotto all'inizio dell'anno in Italia; divieto che sarebbe in contrasto con le procedure previste dalla normativa sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (tanto che il nostro paese ha ricevuto un avviso di messa in mora, Ndr). In tema di biodegradabilità, inoltre, l'Associazione non crede che da sola possa fornire la risposta ai problemi ambientali.
L'Associazione europea dei produttori di film si oppone fermamente alla messa al bando dei sacchetti per la spesa a livello europeo anche perché ritiene che le soluzioni alternative sarebbero più dannose per l'ambiente nel lungo periodo, come dimostrerebbero alcuni studi di LCA. Riconosce invece i problemi causati alla dispersione nell'ambiente dei sacchetti (littering) ed è pronta a discuterne con il commissario europeo responsabile per l’ambiente, Janez Poto?nik, al fine di trovare soluzioni. Massima apertura anche per valutare eventuali problemi di applicazione della normativa sui rifiuti da imballaggio in alcuni paesi membri e per identificare adeguati sistemi per la raccolta e il riciclaggio dei sacchetti.
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