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Bioplastiche compostabili, conoscerle aiuta a riciclarle

Comuni e gestori della differenziata hanno sfruttato il bando comunicazione del consorzio Biorepack per sviluppare progetti di comunicazione rivolti a opinione pubblica, scuole, operatori commerciali.

9 maggio 2024 11:41

Biorepack monouso compostabiliIl ruolo di questi materiali innovativi nella raccolta dell’organico si sta consolidando. Ma, per ottimizzare il loro contributo, serve che i cittadini imparino a riconoscerle. Per questa ragione, molti Comuni e gestori della differenziata hanno sfruttato il bando comunicazione del consorzio Biorepack per sviluppare progetti di comunicazione rivolti a opinione pubblica, scuole, operatori commerciali.

In tutto hanno coinvolto in tutta Italia un bacino di popolazione superiore a 2,5 milioni di persone in decine di Comuni della Penisola. Identico l’obiettivo: aiutare i cittadini a riconoscere le bioplastiche compostabili, comprenderne le peculiarità e soprattutto imparare a smaltirle correttamente. Un’esigenza che riguarda tutti i tipi di materiali ma che, con quelli più innovativi, richiede un’attenzione ulteriore. Anche perché le bioplastiche compostabili, per essere correttamente smaltite, devono essere conferite insieme agli scarti umidi.
Solo in questo modo, avviate a trattamento all’interno di biodigestori e impianti di compostaggio, possono espletare la funzione per la quale sono state concepite: aiutare la raccolta dei rifiuti organici, aumentandone qualità e quantità.

biorepack imballaggi flessibili compostabiliCAMPAGNE IN TUTTA ITALIA. Quel bacino da 2,5 milioni di persone rappresenta l’obiettivo di 15 campagne di comunicazione ideate da altrettanti enti locali o gestori della raccolta differenziata. Selezionate da una commissione composta dall'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e da Biorepack (consorzio nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile), avranno accesso ai 200.000 euro di fondi messi a disposizione dal consorzio attraverso un bando apposito.
“Già nel 2023 avevamo proposto un’iniziativa analoga - spiega Marco Versari, presidente del consorzio Biorepack - e in entrambi i casi abbiamo potuto constatare la professionalità e le capacità di proposta presenti nelle diverse amministrazioni locali. Ma l’elevato numero di candidature è anche segno di quanto sia sentita, da parte dei singoli territori, l’esigenza di effettuare campagne di comunicazione e sensibilizzazione sulla corretta gestione dei rifiuti organici”.
I vincitori di quest’anno arrivano da tutta Italia: 5 dal Nord, 3 dal Centro e 7 dal Sud e Isole. La Regione con il maggior numero di soggetti che avranno accesso ai fondi è la Calabria, grazie alle proposte pervenute dalla Calabra Maceri e Servizi SpA, da Lamezia Multiservizi SpA e dal Comune di Jonadi (VV). Segue il Piemonte, regione nella quale saranno finanziati i progetti di Amiat Spa e del Consorzio Chierese per i Servizi.
Le diverse campagne partiranno entro maggio in tutti i territori coinvolti e dovranno terminare entro novembre prossimo.

GENIO ITALICO APPLICATO AL RICICLO. Tante le idee proposte: c’è chi ha ideato video multilingue realizzati con l’intelligenza artificiale per aiutare a riconoscere gli imballaggi compostabili, chi ha proposto concorsi artistici per opere realizzate con materiali da avviare a riciclo organico, chi ha pensato a iniziative di "mythbusters" per smontare fake news e leggende metropolitane dannose per la corretta raccolta differenziata. Ancora: facilitatori per le utenze commerciali, fiere educative per famiglie, spettacoli teatrali per bambini delle scuole primarie. C’è inoltre chi - come la umbra Gesenu, responsabile della gestione dei servizi ambientali di Perugia e di altri 20 Comuni umbri, ha progettato un “robottini del rifiuto”, che con l’aiuto del pubblico si muove per raggiungere la destinazione per conferire correttamente l’imballaggio selezionato.
“Gli scarti organici rappresentano una quota estremamente rilevante di tutti i rifiuti prodotti dai cittadini, pari a circa il 40% del totale” ricorda Versari. “Le bioplastiche compostabili stanno dimostrando di essere un valido aiuto per aumentare qualità e quantità della raccolta, rendendola più agevole per i cittadini. Ma c’è ancora molto da fare per aiutare la popolazione a riconoscerle. Le diverse campagne e iniziative attuate nei territori grazie al bando Biorepack saranno quindi un tassello prezioso per proseguire nella direzione giusta, eliminando dubbi, errori e disinformazione”.

LE VIRTU' DEL BINOMIO BIOPLASTICHE-SCARTI UMIDI. D’altro canto, già da tempo i numeri dei tassi di recupero e riciclo degli scarti organici stanno confermando come l’approccio italiano basato sull’uso delle bioplastiche compostabili (a partire dai famosi bioshopper utilizzabili per la raccolta dell’umido) ha da un lato aiutato a ridurre la diffusione delle buste in circolazione (-57% tra il 2010 e 2021, secondo i dati delle analisi periodiche di Plastic Consult) e dall’altro di incentivare i cittadini alla raccolta dei rifiuti umidi.
biorepack flessibili compostabiliGià nel 2020, uno studio condotto da Zero Waste Europe , ha confermato che in tutta Europa, inclusi i Paesi di lunga tradizione di separazione dell’organico come Olanda e Germania, il quantitativo di rifiuti umidi provenienti dagli scarti di cucina intercettati dalle raccolte differenziate (e dunque reso disponibile per i percorsi successivi di valorizzazione) rappresenta una parte minore del potenziale totale: il 32% del biorifiuto (dato dalla somma di scarto di cucina più scarti di giardino) ma solo il 16% dello scarto di cucina.
Al contrario, il sistema adottato dall’Italia ha portato a percentuali di intercettazione marcatamente superiori, arrivando sino a punte dell’80-90% del totale potenziale. E questo avviene anche in situazioni complesse come i contesti metropolitani: la città di Milano separa circa l’87% dell’organico generato in ambito cittadino.

Con il contributo di:
Consorzio Biorepack
Corso Venezia, 12 - 20121 Milano
biorepack.org
info@biorepack.org

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