Presa di posizione dei trasformatori contro le posizioni di European Bioplastics sulla futura normativa europea.
7 ottobre 2013 07:10
L'annuncio di una imminente proposta di direttiva europea sugli shopper ha riacceso il dibattito tra produttori di bioplastiche e trasformatori di plastiche convenzionali.
Nei giorni scorsi, European Bioplastics ha lanciato un appello a Bruxelles affinché vengano esentati da eventuali provvedimenti restrittivi (tasse o divieti) i sacchetti contenenti almeno il 50% di materiali biobased, biodegradabili laddove si effettua la raccolta differenziata dei rifiuti organici.
L'associazione europea dei trasformatori, EuPC, risponde con il programma volontario ‘V-Bags Europe’, basato su riduzione, riutilizzo e riciclo dei sacchetti, coinvolgendo nel progetto l'intera filiera industriale.
V- Bags Europe si basa su tre pilastri, il primo dei quali concerne un consumo più responsabile, da attuarsi attraverso l'incentivazione dei sacchetti riutilizzabili e vietando lo smercio gratuito delle buste monouso nella grande distribuzione. Il secondo pilastro è l'incremento del contenuto di materiale riciclato e di materie prime rinnovabili, con livelli minimi certificati. Infine, andrebbero aumentati la raccolta e il riciclo di sacchetti a fine vita, onde evitare il conferimento in discarica o la dispersione nell'ambiente (littering).
Non manca qualche stoccata alle bioplastiche: EuPC ricorda infatti che quando si valuta la sostenibilità di un materiale occorre guardare alle risorse utilizzate nella loro produzione, comprendendo anche utilizzo del suolo e consumi d'acqua e che qualsiasi politica comunitaria in materia di biopolimeri dovrebbe tener conto delle lezioni apprese nel settore dei biocarburanti.
La sostenibilità di un materiale dipende in larga parte anche dalla gestione del fine vita - aggiunge l'associazione dei trasformatori -. Le plastiche compostabili e biodegradabili devono restare fuori dai circuiti di raccolta dei rifiuti, onde evitare impatti negativi sulla qualità del materiale riciclato (saranno presto presentati i risultati di test che confermerebbero questa tesi). Inoltre, ricorda EuPC, le bioplastiche non risolvono il problema del marine litter.
Secondo l'associazione, l'Europa dovrebbe concentrarsi più su una migliore raccolta e separazione dei rifiuti, per incrementare il riciclo e muoversi verso un'economia circolare per tutti i prodotti in plastica.
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