11 settembre 2026 08:59
Sono ventuno le proposte avanzate dalla Conferenza delle Regioni per cercare di frenare la crisi della filiera del riciclo degli imballaggi in plastica, aggravatasi in estate anche per l’aumento dei conferimenti, su un sistema che aveva già mostrato criticità dovute al calo della domanda di riciclato.
Le misure a breve termine, stilate in un documento messo a punto dall'organismo di coordinamento politico tra i presidenti delle Regioni e delle Province autonome, sono state illustrate dall’assessora alla Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna, Rosanna Laconi.
“Le Regioni hanno scelto di parlare con una voce sola - ha affermato l’assessora Laconi (nella foto) - e di tradurre le difficoltà vissute dai territori in una proposta concreta rivolta al Governo. Dietro ogni tonnellata di plastica ferma nei piazzali ci sono il gesto quotidiano di milioni di cittadini che differenziano i rifiuti e il lavoro dei Comuni che organizzano la raccolta. Non possiamo consentire che questo impegno venga vanificato da un sistema incapace di garantire la continuità del ciclo”.
Il primo punto all'ordine del giorno è ripristinare la regolarità dei ritiri e ridurre le giacenze accumulate negli impianti. Tra gli interventi prioritari figurano la definizione di termini certi per il ritiro del materiale lavorato, un piano nazionale di rientro delle giacenze con cronoprogrammi per singolo impianto e l’attribuzione al sistema consortile degli oneri derivanti dalle soluzioni straordinarie.
“Il principio è semplice - ha detto Laconi -: chi ha la responsabilità del ritiro deve assolverla entro termini certi e, quando non lo fa, deve farsi carico delle conseguenze. Questi oneri non possono essere trasferiti sui Comuni, sui gestori o sulla tariffa pagata dai cittadini, né si può consentire che un’inadempienza non imputabile ai territori comprometta i risultati raggiunti da quelli più virtuosi”.
Le Regioni chiedono inoltre una clausola di salvaguardia per evitare penalizzazioni ai Comuni sul fronte della raccolta differenziata.
Il documento inviato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) prevede anche rilevazioni quindicinali delle giacenze, sostegni per le frazioni oggi in maggiore difficoltà, come plasmix e poliolefine miste, e un credito d’imposta per l’impiego di materie prime seconde.
Sul fronte delle importazioni vengono richiesti controlli più rigorosi sulla provenienza e sulla composizione della plastica dichiarata come riciclata.
Una misura specifica riguarda infine le isole e i territori privi di impianti di riciclo finale, per i quali si propone la copertura dei maggiori costi del trasporto marittimo e una soglia minima garantita di ritiro.
In chiusura, le Regioni chiedono al Governo decisioni scritte e datate sulle prime undici azioni, la calendarizzazione dell’istruttoria sulle misure economiche e un Tavolo nazionale permanente con verifiche almeno mensili.
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