20 giugno 2016 08:01
Nel corso dell’assemblea generale di EuPC (federazione trasformatori europei) tenutasi all’inizio del mese a Lione, è stato presentato uno studio sulla competitività europea dell’industria trasformatrice di materie plastiche, realizzata in collaborazione con la società di consulenza Wieselhuber & Partner (W&P).
LIMITI E OPPORTUNITÀ. La maggior parte dei trasformatori europei - rileva lo studio - sente la forte pressione dei concorrenti che operano in Asia e Turchia, ma si stanno facendo avanti anche nuovi competitor con base in Nord Africa e Medio Oriente. Le aziende del settore si sentono minacciate anche dai vincoli burocratici delle normative nazionali e comunitarie. Il tutto aggravato da carenza di manodopera qualificata, che ostacola l'innovazione.
Lo studio "Competitiveness of the European Plastics Converting Industry” parte da una indagine condotta presso oltre 300 aziende di 19 paesi europei, per disegnare lo scenario competitivo europeo, individuare i condizionamenti normativi nei diversi paesi, la situazione delle forniture di materie prime e gli elementi chiave dei singoli mercati.
TROPPA BUROCRAZIA. I risultati mostrano che le normative nazionali come la tassa energetica tedesca e i regolamenti UE, dal Reach alle norme sul contatto con alimenti, portano ad un sovraccarico burocratico e, quindi, all’aumento dei costi, che mettono le imprese trasformatrici in difficoltà rispetto alla concorrenza internazionale. Secondo i ricercatori, le risorse dedicate ad aumentare l’efficienza per tornare ad essere competitivi sul mercato globale vengono sottratte agli investimenti in prodotti e processi innovativi.
Tra i fattori di competitività, viene citata la stretta collaborazione tra trasformatori, fornitori di materie prime e costruttori di macchine e impianti, che riescono ancora a fare rete ottenendo un importante vantaggio tecnologico sui concorrenti extraeuropei.
LEVE STRATEGICHE. Sulla base dei questionati sottoposti alle aziende trasformatrici, i ricercatori di W & P hanno individuato alcune leve strategiche che potranno garantire a lungo termine la competitività del settore: investimenti negli assets produttivi con particolare attenzione alla sostituzione degli impianti obsoleti, l’aumento dell’efficienza e l’espansione delle capacità produttive; costante ricerca di maggiore produttività, focus su innovazione e qualità del prodotto; vicinanza al cliente (prossimità) come vantaggio competitivo; espansione delle attività all’interno dell’Unione europea; revisione della strategia aziendale per seguire l’evoluzione del mercato.
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