2 settembre 2025 08:44
Con lo slogan “Plastics care for Future – Let’s keep it in the loop“, il compounder tedesco FKuR presenterà alla prossima edizione del K di Düsseldorf alcune nuove formulazioni che arricchiscono il suo portafoglio di bioplastiche e riciclati, anche per rispondere ai nuovi requisiti richiesti dal Regolamento imballaggi (PPWR).
Tra le novità annunciate, la serie Bio-Flex-N per applicazioni agricole e agroalimentari, materiali biodegradabili nel terreno come certificato da TÜV Austria con il marchio “OK biodegradable SOIL”, attestazione già ottenuta per alcuni gradi, mentre altri sono ancora in fase di valutazione finale.
La gamma Bio-Flex N comprende gradi per stampaggio, estrusione e film. Tutti si degradano nel suolo senza lasciare residui né rilasciare microplastiche persistenti - afferma il compounder tedesco -. Ciò li rende particolarmente adatti per i prodotti che rimangono nell’ambiente o non possono essere raccolti dopo l’uso come teli pacciamanti, corde per legatura e clip per piante orticole, come pure elementi di protezione per alberi e tubi di drenaggio utilizzati in orticoltura o in agricoltura.
Tra i gradi certificati OK biodegradable SOIL, spicca Bio-Flex N 25370, formulato in modo particolare per stampaggio ed estrusione, flessibile e al tempo stesso caratterizzato da elevata densità, indicato quindi per griglie protettive di alberi e shelter per silvicoltura.
Per applicazioni di filmatura, FKuR propone invece i gradi Bio-Flex N 21310 e N 31310, ideali per pacciamanti, reti ed etichette. Il primo viene proposto come alternativa a Bio-Flex F 1140, compostabile industrialmente, qualora si desideri la degradabilità in suolo. Bio-Flex N 31310 si distingue, invece, per maggiore resistenza alla perforazione e tenacità.
Infine, Bio-Flex N 45261 viene proposto per stampaggio a iniezione di elementi rigidi ed estrusione di profilati in virtù della maggiore rigidezza e resistenza, in applicazioni quali clip, supporti e vasi per piante.
Passando ai riciclati, FKuR porterà al K2025 il polietilene a bassa densità Paluren (nella foto), ottenuto dal recupero dei cartoni per bevande post-consumo (PolyAl) attraverso un innovativo processo di riciclaggio. Il compound contiene circa il 4% di alluminio in scaglia che conferiscono ai prodotti un aspetto caratteristico.
Il materiale viene prodotto dal riciclatore Palurec attraverso un processo fisico-meccanico che non fa uso di solventi organici. L'LDPE Paluren può essere trasformato in modo simile al polietilene convenzionale, anche mediante stampaggio a iniezione con canale caldo, e in seguito saldato o incollato.
Completano il programma espositivo esempi di prodotti realizzati con i compound biobased Terralene a base di bio-PE e con i gradi a base polietilene ed EVA biobased I’m green di Braskem.
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