29 dicembre 2025 09:55
Il pacchetto di interventi urgenti varato prima di Natale dalla Commissione europea a favore del riciclo di rifiuti plastici (leggi articolo) viene giudicato "un segnale importante e positivo" da PlasticsEurope, la federazione europea dei produttori di materie plastiche.
Si tratta, però, di un primo passo, che richiede "chiarezza giuridica per creare le condizioni necessarie sul campo a generare impatto, innovazione e investimenti lungo l’intero ecosistema delle plastiche", dichiara Virginia Janssens, Managing Director dell'associazione.
Viene giudicata positivamente l’istituzione di criteri chiari e armonizzati per la cessazione della qualifica di rifiuto (End-of-Waste) per le plastiche riciclate meccanicamente, ma lo stesso approccio - sostiene PlasticsEurope - andrebbe esteso a tutte le tecnologie di riciclo e alle relative produzioni di riciclato.
"L’Europa ha ora bisogno di un’azione politica e regolatoria decisa, coordinata e globale per sbloccare gli investimenti in circolarità e innovazione, strettamente connessi all’esigenza di rafforzare la base industriale e la sicurezza economica dell’UE", afferma Janssens. "Ciò significa adottare politiche tecnologicamente neutrali che accelerino tutte le soluzioni di circolarità; affrontare la crisi dei costi energetici e della CO2 che sta paralizzando l’Europa e fornire una legislazione chiara, coerente e favorevole, che fornisca all’industria la fiducia per investire localmente rimanendo competitiva a livello globale".
"Un esempio - aggiunge la direttrice dell'associazione europea (nella foto) - è il tanto atteso quadro giuridico per gli investimenti nel riciclo chimico nell’UE. Norme specifiche per le bottiglie in plastica (nell’ambito della direttiva SUP) sono state inviate agli Stati membri dell’UE per il voto finale. In assenza di un quadro regolatorio competitivo e favorevole, tenendo conto dell’ambito applicativo, gli investimenti pianificati in circolarità non avranno luogo in Europa".
PlasticsEurope si trova d'accordo con Bruxelles sulla necessità di rafforzare i controlli alle frontiere e rilancia la richiesta di creare un Osservatorio sul commercio internazionale di sostanze chimiche e materie plastiche, al fine di poter monitorare in tempo reale i flussi e adottare misure di difesa commerciale in modo tempestivo ed efficace.
"Siamo pronti a collaborare in modo attivo e costruttivo con la Commissione e gli Stati membri per contribuire a sviluppare o attuare questo primo pacchetto di misure, partecipare attivamente a iniziative come la nuova Circular Plastics Alliance, nonché individuare le lacune di politica industriale per affrontare la nostra crisi di competitività e realizzare la circolarità su scala, per e in Europa, in vista della Circular Economy Act del 2026", conclude Janssens.
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