17 luglio 2026 08:42
Fino a un quinto dei rifiuti conferiti come ingombranti nei centri di raccolta urbani potrebbe essere costituita da beni in polietilene, secondo una ricerca sperimentale promossa da Ecopolietilene, il consorzio del Sistema Ecolight dedicato alla gestione di questi beni.
L’indagine qualitativa e quantitativa sui rifiuti ingombranti è stata condotta nel centro di raccolta di Fiumicino, nella Città metropolitana di Roma, in collaborazione con Fiumicino Ambiente e Fitals, con l'obiettivo di mappare la presenza e l’incidenza del polietilene all’interno dei flussi urbani.
L’indagine si è articolata in due campagne di campionamento. Nel complesso sono stati analizzati 4.560 chilogrammi di rifiuti. La cernita, condotta dagli operatori del centro di raccolta dopo uno specifico percorso di formazione, ha mostrato che il 22% dei rifiuti, circa 1.000 chilogrammi, era costituito da beni in polietilene. La parte restante si divideva tra 3.286 chilogrammi di altri rifiuti ingombranti, 150 chilogrammi di PVC, pari al 3,3%, e una quota residuale di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e imballaggi.
Tra gli oggetti in polietilene sono stati individuati soprattutto arredi da giardino, giochi da esterno, sedie e sdraio. Secondo i promotori, questa composizione è legata alle caratteristiche di una località costiera come Fiumicino e alla stagionalità dei conferimenti.
"Sono dati che confermano quanto sia importante guardare con attenzione alla composizione dei rifiuti raccolti - osserva il direttore generale di Ecopolietilene, Giancarlo Dezio (nella foto) -. All’interno dei flussi degli ingombranti è presente una quantità significativa di beni in polietilene che, se correttamente individuati e separati, possono essere avviati a percorsi di recupero e riciclo. La qualità della raccolta è il primo e indispensabile passo per costruire una filiera circolare realmente efficiente".
Il progetto si inserisce nel percorso avviato da Ecopolietilene per approfondire la conoscenza dei flussi urbani di beni in polietilene e promuovere una gestione sempre più puntuale di questi materiali. Analoghe attività di monitoraggio erano state eseguite nelle province di Treviso, Salerno e Cuneo.
"Si tratta di una risorsa interamente riciclabile che può essere reimmessa nei cicli produttivi per dare vita a nuovi beni, contribuendo a ridurre il consumo di materie prime vergini, il fabbisogno energetico e l’impatto ambientale", conclude Dezio.
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