Entro il 2016 la produzione raggiungerà 6 milioni di tonnellate, cinque volte i volumi dello scorso anno. Con il contributo fondamentale del bioPET.
11 ottobre 2012 07:19
Ogni previsione sul mercato delle bioplastiche, nell'accezione allargata proposta da European Bioplastics, va rivista verso l'alto, poiché l'evoluzione della domanda e dell'offerta è così rapida da rendere obsolete le stime elaborate solo un anno fa.
In vista della European Bioplastics Conference, in programma il 6 e 7 novembre a Berlino, l'associazione europea dei produttori di biopolimeri anticipa le ultime stime su produzione e consumi nel medio periodo, elaborate insieme con l'Istituto delle bioplastiche e biocompositi dell'Università di Hannover.
Lo scenario mostra un mercato in forte progressione: la produzione, stimata lo scorso anno in 1,2 milioni di tonnellate, potrebbe toccare 5,8 milioni di tonnellate entro il 2016, con una crescita di quasi 5 volte. Il maggior contributo sarà però fornito dalle plastiche biobased, ma non biodegradabili, come il polietilene e il PET ottenuti da bioetanolo. Il bioPET (anche se oggi solo parzialmente biobased), in particolare, raggiungerà entro il 2016 un volume di 4,6 milioni di tonnellate, pari ad oltre l'80% della capacità produttiva delle bioplastiche (contro l'attuale 40%). Al secondo posto per volumi produttivi, si affaccerà il polietilene biobased con 250.000 tonnellate annue (4% del totale).
"Anche le plastiche biodegradabili mostrano un tasso di crescita notevole - afferma il direttore di European Bioplastics, Hasso von Pogrell -. La loro produzione crescerà di due terzi nei prossimi cinque anni". In totale, oltre 770.000 tonnellate annue. Quella di PLA dovrebbe aumentare del 50% a quasi 300.000 tonnellate, mentre il PHA potrebbe mettere a segno un +550% e superare le 140.000 tonnellate annue.
Per quanto concerne la diffusione geografica, rileva l'Associazione, Nord America ed Europa si confermano interessanti piattaforme per attività di ricerca e sviluppo, oltre che importanti mercati di destinazione, ma la costruzione di nuovi impianti produttivi è data favorita in Sudamerica e in Asia. I produttori europei di bioplastiche spronano quindi le autorità politiche a darsi da fare: "Assistiamo a prese di posizione favorevoli, a livello comunitario e nazionale - nota Andy Sweetman, Presidente di European Bioplastics -, mancano però le misure concrete: se l'Europa vuole trarre profitto da una crescita dell'intera filiera è giunto il momento di decidere".

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