16 giugno 2025 08:45
Si è tenuto nei giorni scorsi a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il secondo incontro del tavolo di crisi sul futuro dell'impianto Venator a Casone di Scarlino (Grosseto), che il gruppo statunitense ha fermato nell'ambito del piano di ristrutturazione delle attività europee nel biossido di titanio (TiO2).
All'incontro hanno partecipato i rappresentanti italiani dell'azienda, della Regione Toscana, degli enti locali interessati, di Confindustria e delle organizzazioni sindacali. I vertici della società hanno confermato di voler fornire continuità finanziaria al sito produttivo, garantendo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali - nella forma del contratto di solidarietà - per gli oltre 200 lavoratori del sito fino a gennaio 2026, in attesa di individuare un acquirente che possa garantire il rilancio delle attività. Venator ha comunicato che, a questo fine, è stato incaricato un advisor per le attività di scouting.
Il tavolo è stato aggiornato al prossimo 24 settembre per monitorare lo stato di avanzamento del percorso di reindustrializzazione dell'impianto toscano annunciato dall’azienda.
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