22 luglio 2025 13:05
L’amministrazione Trump ha annunciato una deroga di due anni per una cinquantina di impianti chimici e petrolchimici, posseduti da 25 grandi gruppi, dagli obblighi di conformità previsti dalla HON Rule, un pacchetto di regolamenti introdotti dall’Agenzia per la protezione ambientale (EPA) sotto la presidenza Biden.
La decisione riguarda, in particolare, la produzione di polimeri e intermedi, considerata strategica per la sicurezza nazionale.
I siti esentati includono impianti di importanti gruppi chimici come Ascend, Celanese, DuPont, Eastman, Shell Chemicals, Formosa Plastics, Dow Chemical, BASF, Ineos, Sabic e Trinseo, distribuiti principalmente lungo la costa del Golfo e in alcuni stati a forte vocazione industriale (elenco completo QUI). L’esenzione consentirà a questi impianti di continuare a operare per il prossimo biennio in conformità con i limiti emissivi in vigore precedentemente.
La Casa Bianca ha motivato la decisione affermando che “questi impianti producono elementi essenziali per infrastrutture critiche, manifattura avanzata, sterilizzazione, semiconduttori e sistemi di difesa. Mantenere una robusta industria chimica interna è vitale per proteggere le catene di approvvigionamento che sostengono l'economia e per ridurre la dipendenza del Paese dal controllo estero su materiali fondamentali per la resilienza nazionale”.
Secondo il provvedimento, firmato dal presidente Donald J. Trump il 17 luglio scorso, le tecnologie necessarie per soddisfare le nuove soglie emissive non sarebbero reperibili in modo praticabile e sicuro nei tempi imposti dal regolamento.
"La Regola HON impone oneri significativi a produttori chimici già sottoposti a regolamentazioni stringenti - si legge nel documento -. Molti dei requisiti di test e monitoraggio previsti si basano su tecnologie non disponibili nella pratica, non dimostrate alla scala necessaria o non implementabili in sicurezza e con costanza in condizioni reali. Per molti impianti, il calendario di conformità richiederebbe chiusure temporanee o investimenti ingenti prima ancora che esistano soluzioni tecniche comprovate".
L’American Chemistry Council (ACC), associazione dell'industria chimica nordamericana, ha accolto con favore il pronunciamento, ritenuto un passo necessario per evitare interruzioni produttive e, nell'occasione, ha anche criticato le norme varate dalla precedente amministrazione Biden per gli elevati costi di adeguamento e le scadenze considerate irrealistiche. Secondo l’ACC, molte aziende avevano già investito in tecnologie per la riduzione delle emissioni, come nel caso dell’ossido di etilene, senza che tali sforzi fossero stati riconosciuti dalla nuova regolamentazione.
"Senza una deroga a queste scadenze irrealistiche, la Regola HON avrebbe messo a repentaglio la produzione di sostanze chimiche fondamentali per la sicurezza nazionale, con ricadute sulla salute pubblica e la sicurezza economica - sostiene l'associazione -. Queste sostanze sono alla base di numerosi prodotti di uso quotidiano e settori strategici come l’agricoltura, la sanità, la produzione di semiconduttori e molti altri".
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