26 novembre 2025 08:46
Un nuovo processo per il riciclo di policarbonato è stato messo a punto dal gruppo giapponese Teijin.
Per garantire la qualità del materiale rigenerato e - in particolare - trasparenza e resistenza all'urto, il processo di recupero di sfridi e rifiuti avviene mediante dissoluzione in solvente e successiva purificazione (vedi schema).
Si tratta di un processo intermedio tra il riciclo meccanico e quello chimico.
Mediante l'utilizzo di opportuni solventi vengono rimossi dal polimero componenti estranei come coating e contaminanti, ottenendo al termine del processo una resina pari a quella vergine, riutilizzabile nelle stesse applicazioni di partenza, ad esempio nell'automotive.
Sono quattro i benefici offerti dalla dissoluzione in solvente secondo il gruppo giapponese: elevata qualità ottica del materiale ottenuto, paragonabile a quella della resina vergine; possibilità di closed-loop, ad esempio da fanale a fanale nel settore automotive; minor impatto ambientale rispetto al riciclo chimico e costi più bassi nel confronto con le tecnologie di depolimerizzazione chimica.
Teijin si è posta l'obiettivo di introdurre sul mercato gradi di policarbonato riciclato entro la fine del prossimo anno; nel frattempo continuerà a condurre attività di ricerca e sviluppo per affinare tecnologia e materiali.

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Rebranding strategico nel settore dei masterbatch, parte dello Strategic Plan 2030 del gruppo Hexpol.
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