31 agosto 2026 10:32
I nuovi obiettivi europei sul contenuto riciclato nelle auto, introdotti con il Regolamento (UE) 2026/1738 sui veicoli fuori uso (ELV), potrebbero scontrarsi con una disponibilità insufficiente di plastiche rigenerate di qualità adeguata alle applicazioni automotive. È quanto emerge da uno studio commissionato da BKV a Conversio Market & Strategy, con il supporto di Plastics Europe Deutschland e TecPart, intitolato End-of-Life Vehicles Regulation (ELVR) – Fulfilment of recycled content target in EU-27+3.
BKV è un think tank e centro di competenza dell’industria tedesca delle materie plastiche, partecipato da aziende e associazioni della produzione, trasformazione e costruzione di macchinari. Sviluppa studi e dati su efficienza delle risorse, riciclo e gestione del fine vita delle plastiche.
Il regolamento ELV fissa per i nuovi tipi di veicolo un contenuto minimo di plastica riciclata post-consumo del 15% dal 1° settembre 2032 e del 25% dal 1° settembre 2036; almeno il 20% di questa quota dovrà provenire da veicoli fuori uso o da componenti rimossi durante l’utilizzo.
Si giunge così a un requisito closed loop equivalente al 3% della plastica complessiva nel 2032 e al 5% dal 2036.
Lo studio estende le proiezioni fino al 2042, anno in cui, tenendo conto del progressivo rinnovo dei modelli, stima che i nuovi requisiti avranno dispiegato pienamente i loro effetti sulla richiesta di riciclato da parte dell'industria automobilistica.
Su una domanda di plastiche automotive nell'area EU27+3 stimata in circa 4,6 milioni di tonnellate nel 2042, per soddisfare la quota closed loop del 5% servirebbero 230-240mila tonnellate annue di riciclato proveniente dal circuito automotive.
Nello scenario tendenziale lo studio stima invece una disponibilità intorno a 130mila tonnellate, pari al 2,8%; in quello progressivo, più favorevole, si arriverebbe a circa 210mila tonnellate, o 4,5%, quindi ancora sotto il target.
Lo scenario più favorevole richiede però un deciso salto di scala: crescita media annua del riciclo meccanico del 3,5%, maggiore ricorso al riciclo chimico, trattamento di 9,5 milioni di veicoli fuori uso nel 2042 e rimozione di circa 27 kg di plastiche per veicolo. Servirebbero inoltre forti investimenti nella selezione dei rifiuti, in particolare dopo la frantumazione, per ottenere frazioni più omogenee e idonee al riciclo.
Il problema non è solo quantitativo. Secondo lo studio, oggi solo il 50-60% circa delle plastiche riciclate post-consumo può essere classificato come riciclato di alta qualità, in grado di sostituire materia prima vergine nella produzione di nuovi componenti.
Gran parte dell'offerta è inoltre concentrata su rPET, rPE e rPP. Più critica è la disponibilità di tecnopolimeri quali PA6/66, ABS, policarbonato, leghe ABS-PC e poliuretani, materiali largamente utilizzati nell’auto ma con filiere di riciclo meno sviluppate.
Anche il gruppo rPP/PP-EPDM presenta un potenziale collo di bottiglia: per rispettare i target, secondo le ipotesi dello studio, l’automotive dovrebbe assorbire nel 2042 circa il 33% nello scenario progressivo e il 45% in quello tendenziale del riciclato di alta qualità disponibile per questa famiglia di materiali, entrando in concorrenza con packaging e altri settori soggetti a propri obblighi o fabbisogni di contenuto riciclato.
Più critica appare la situazione per le poliammidi e il poliuretano, per i quali lo studio prospetta carenze significative anche nello scenario più favorevole.
Le stime per singolo polimero vanno tuttavia lette alla luce delle ipotesi adottate nel modello, che considera una distribuzione del contenuto riciclato tra le diverse famiglie di plastiche; il regolamento stabilisce invece il target sul contenuto plastico complessivo del veicolo.
La conclusione dello studio è che il target closed loop del 5% non verrebbe pienamente raggiunto neppure nello scenario progressivo: l'offerta potrebbe fermarsi intorno al 4,5%, salvo ulteriori progressi nella progettazione per il riciclo, nello smontaggio, nella selezione e nelle tecnologie di riciclo meccanico e chimico.
La sintesi dello studio, di 21 pagine, è disponibile gratuitamente sul sito BKV (scaricabile QUI); la versione completa, di 131 pagine, può essere acquistata separatamente al prezzo di 800 euro più IVA.
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