15 settembre 2026 10:18
Quote minime di materiali bio-based negli appalti pubblici, una definizione normativa di bioprodotto, regole più chiare per i sottoprodotti e incentivi allo sviluppo industriale.
Sono alcune delle richieste contenute nella piattaforma per lo sviluppo della bioeconomia presentata da dodici organizzazioni italiane al Governo e alle Regioni.
Il documento, coordinato e sottoscritto da Chimica Verde Bionet, è firmato anche da Assobioplastiche, Associazione Biotecnologi Italiani, AzzeroCO2, Consorzio Italiano Biogas, Ecofuturo, Federcanapa, Itabia, Kyoto Club, Legambiente, Consorzio Re-cord e Cluster Spring.
L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dalle fonti fossili facendo leva su efficienza energetica, rinnovabili e materie prime di origine biologica, anche per applicazioni nelle plastiche.
Sul piano normativo, i firmatari chiedono anzitutto di rendere più uniforme l’applicazione del concetto di sottoprodotto previsto dall’articolo 184-bis del Dlgs 152/2006, per evitare che residui in possesso dei requisiti previsti dalla norma vengano gestiti come rifiuti.
Propongono inoltre una definizione giuridicamente vincolante di bioprodotto, sottocodici Ateco specifici per prodotti bio-based e bioraffinerie e una revisione degli schemi LCA applicati alla fase agricola e delle regole utilizzate per confrontare prodotti fossili e di origine biologica.
Tra le misure con ricadute più dirette sul mercato figura l’introduzione di una quota minima obbligatoria di materiali bio-based nei Criteri Ambientali Minimi (CAM) degli appalti pubblici, differenziata per settore.
La piattaforma propone anche sostegni a startup e progetti di scale-up, procedure autorizzative più rapide e incentivi legati a requisiti di contenuto biogenico, biodegradabilità, compostabilità e non tossicità. Per misurare il carbonio di origine biologica vengono richiamati gli standard EN 16640:2017, ISO 16620-2 e ASTM D6866.
Alcune richieste erano già emerse nel dibattito europeo. Nel febbraio 2025, quattordici cluster della bioeconomia, tra cui Spring, avevano chiesto a Bruxelles interventi sui codici NACE, una disciplina dei bioprodotti e strumenti di green public procurement.
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