Secondo Federchimica, nel 2014 la produzione chimica tornerà a crescere anche grazie alla domanda interna.
27 dicembre 2013 10:30
L’ultima analisi congiunturale diffusa a dicembre da Federchimica fotografa un’industria chimica ancora in fase di stallo, ma pronta a ripartire nel corso del 2014, anche grazie ad un recupero della domanda interna, pur lontana dai livelli pre-crisi.
La produzione chimica italiana chiuderà il 2013 con un valore di 51,6 miliardi di euro, in flessione del 2,2% rispetto al 2012, a causa soprattutto della debolezza della domanda interna (-3,6%), non compensata dalle esportazioni (+0,8% in volume, +0,3% in valore), pari a 25,4 miliardi di euro. Si tratta comunque di una performance superiore a quella della produzione dell’industria manifatturiera, che chiude l’anno in flessione del -3,6%.
Per quanto concerne l’export, si evidenzia una significativa differenza di velocità tra la chimica fine e di specialità, che nei primi nove mesi del 2013 mostra un incremento del 3,4% e la chimica di base, che perde invece il 2,3% sullo stesso periodo dello scorso anno.
Il trend degli ultimi mesi, sostiene Federchimica, vede però una sostanziale stabilizzazione degli indicatori, che dovrebbero tornare tutti positivi nel corso del 2014: produzione in crescita dell’1,6% in volume, con il contributo positivo sia della domanda interna (+1,4%), grazie alla lenta ripresa del settore manifatturiero, sia delle esportazioni (+2,6%). I prezzi delle materie prime dovrebbero invece restare sui livelli del 2013, comunque elevati rispetto al periodo ante crisi (+16% in media nel confronto con il 2007); qualche tensione potrebbe crearsi negli intermedi chimici a causa della della contrazione della capacità europea nella petrolchimica.
Non tutte le imprese beneficeranno però della ripresa allo stesso modo: saranno avvantaggiate quelle caratterizzate da una forte propensione all’export, dotate di capacità produttive all’estero, capaci di sfruttare le opportunità offerte da una domanda che si sta spostando verso i prodotti con buone performance ambientali o di risparmio energetico. Una marcia in più anche per le aziende capaci di orientare il portafoglio prodotti verso le attività più innovative.
Tra i fattori critici per l’industria chimica, si conferma il costo dell’energia elettrica, superiore di un un terzo rispetto alla media europea.
Per quanto concerne lo scenario mondiale, il 2013 vede la domanda di chimica crescere del 2,6%, anche se l’Europa chiuderà l’anno in sostanziale pareggio (-0,5%); andrà meglio nel 2014, quando il consumo globale di prodotti chimici salirà del +38% e quello europeo del +1,5%.
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