18 settembre 2026 10:34
Il Governo italiano, per voce del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha sollecitato l'inclusione della chimica nell'ambito dell'Industrial Accelerator Act, la proposta di regolamento presentata lo scorso marzo dalla Commissione europea a sostegno dell'industria europea (leggi articolo), e di tenere conto delle specificità di questo comparto nella revisione dell’EU Emissions Trading System (ETS).
"La crisi della chimica europea richiede interventi immediati per preservare la capacità produttiva e una strategia di lungo periodo finalizzata a recuperare la competitività del settore in Europa e accompagnare la transizione verso un modello di sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile", ha dichiarato Urso nel corso di una videoconferenza con gli omologhi europei. L'appello è creare un "fronte comune per salvare la chimica di base", chiedendo, insieme con Francia e Olanda, che la questione sia affrontata già nel Consiglio Competitività della prossima settimana.
Secondo il Mimit, l’Italia, insieme ad altri sette Stati membri - tra cui Francia, Spagna e Paesi Bassi - aveva già segnalato a suo tempo alla Commissione il rapido deterioramento del settore, redigendo un Non paper sulla chimica (leggi articolo). In risposta a questo appello, la Commissione aveva successivamente adottato, l’8 luglio 2025, il Chemicals Industry Action Plan, che prevedeva la creazione della EU Critical Chemicals Alliance (CCA), poi lanciata nell'ottobre dello stesso anno (leggi articolo).
“Il Piano settoriale pubblicato dalla Commissione è stata una prima risposta, ma non basta - sostiene il ministro Urso -. Ora è tempo di passare ai fatti, produrre risultati concreti subito e guardare alla realtà con pragmatismo”.
Il nostro paese sostiene la necessità di riconoscere una lista di molecole critiche da utilizzare come base per l’attuazione delle successive iniziative di policy, e di rafforzare gli strumenti di difesa commerciale per le molecole identificate come strategiche, tenendo tuttavia conto dell’intera catena del valore.
Tra le priorità indicate dal Mimit c'è anche la necessità di valorizzare il ruolo della biochimica, eccellenza italiana, nel prossimo Circular Economy Act, e l’importanza di sostenere finanziariamente gli investimenti per la transizione industriale degli impianti europei dedicati a produzioni strategiche non più competitive, in particolare attraverso il futuro European Competitiveness Fund.
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