16 settembre 2026 08:42
Con l’avvicinarsi del 27 settembre 2026, data di applicazione in Italia della nuova disciplina sulle comunicazioni ambientali rivolte ai consumatori, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha fornito alcune indicazioni onde evitare che l’entrata in vigore delle nuove regole possa portare alla distruzione o al ritiro indiscriminato di prodotti già confezionati e presenti nei circuiti commerciali.
La circolare prende le mosse dalla direttiva (UE) 2024/825, recepita in Italia con il decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che modifica le norme europee in materia di pratiche commerciali sleali e diritti dei consumatori con l’obiettivo di rafforzare la tutela contro dichiarazioni ambientali ingannevoli e migliorare le informazioni relative alla transizione verde.
In assenza di un vero periodo transitorio previsto dal legislatore europeo, le autorità di controllo potranno adottare, in presenza di difficoltà specifiche e comprovate, un approccio graduale e proporzionato nell'applicazione delle nuove regole, tenendo conto delle caratteristiche dei prodotti e delle singole situazioni.
Tra gli interventi richiamati nella circolare figurano l’adeguamento del materiale promozionale, il coordinamento con la rete commerciale, la correzione delle informazioni nei punti vendita e nei canali online e, quando possibile, l’impiego di etichette adesive per eliminare o modificare indicazioni non più conformi.
Particolare attenzione dovrà essere posta ai claim ambientali e alle etichette di sostenibilità. Il Mimit ricorda, peraltro, che tali comunicazioni potevano già essere valutate alla luce della disciplina vigente sulle pratiche commerciali scorrette e che eventuali violazioni preesistenti non possono essere giustificate con le difficoltà legate all'entrata in applicazione delle nuove norme.
Per i beni deperibili il periodo necessario a smaltire le scorte dovrebbe essere naturalmente più breve, in ragione della loro maggiore rotazione. Diverso il caso dei beni durevoli, caratterizzati da tempi di permanenza sul mercato più lunghi. Per questi ultimi, quando siano stati prodotti o immessi in commercio prima del 27 settembre 2026, e ciò sia documentabile, la circolare ritiene orientativamente ragionevole un periodo di shelf life di sei mesi per l'adeguamento delle confezioni, differenziato per categoria merceologica. Resta comunque necessario adottare, già dal 27 settembre, le misure correttive ragionevoli e proporzionate considerate necessarie.
Per le aziende dei settori plastica, gomma e chimica il passaggio più urgente sarà la verifica delle confezioni, dei materiali promozionali e delle dichiarazioni ambientali presenti sui prodotti già in stock, individuando per tempo le modalità più semplici per correggere le informazioni non più compatibili con il nuovo quadro normativo.
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