Il bilancio Conai chiude in disavanzo e lo sbilancio dei conti Corepla impone una revisione del contributo.
22 aprile 2014 06:09
In occasione dell’Assemblea Conai tenutasi a Milano nei giorni scorsi, è stato presentato il Bilancio 2013, che si è chiuso con un disavanzo d’esercizio pari a 323.734 euro, contro un avanzo di 79.563 euro registrato nell’esercizio precedente.
A fronte dei maggiori costi della raccolta e riciclo dei rifiuti da imballaggio, è diminuito il valore del Contributo Ambientale, principale fonte di finanziamento dei Consorzio: il CAC è sceso tra il 2012 e il 2013 del 12,6% a 319 milioni di euro (al netto dei rimborsi per l’export).
Un decremento che Conai imputa “sia alle variazioni al ribasso intervenute, in corso d’anno, nel valore del Contributo Ambientale per la filiera degli imballaggi in carta e cartone, nonché per alcune procedure semplificate, sia al decremento delle quantità complessivamente assoggettate a Contributo Ambientale Conai”.
Il contributo versato dalla filiera dell’imballaggio in plastica è sceso del -6,7% a 202,8 milioni di euro, tanto da richiedere un incremento del CAC da 110 a 140 euro a tonnellata entrato in vigore il 1 gennaio di quest’anno. “A determinare tale squilibrio - si legge nella Relazione al Bilancio 2013 Conai - sono intervenuti differenti fattori: il calo delle quantità assoggettate per effetto della contrazione dell’immesso al consumo di imballi in plastica, l’aumento dei quantitativi ritirati e selezionati da Corepla a fronte dell’Accordo Quadro Anci-Conai e il peggioramento del mix qualitativo dei materiali intercettati da raccolta differenziata”. In questo scenario, continua la Relazione: “L’aumento del Contributo Ambientale plastica, già deliberato, è servito solamente a rallentare il deterioramento patrimoniale di Corepla, non ad arrestarlo; pertanto dovrebbe essere necessaria un’ulteriore revisione al rialzo del CAC plastica”.
Nel documento vengono anche riportati i dati preliminari su raccolta, recupero e riciclo di imballaggi in plastica nel 2013; valori che dovranno essere confermati e dettagliati nelle prossime settimane da Corepla.
Secondo il pre-consuntivo Conai, gli imballaggi in plastica immessi al consumo sono diminuiti l’anno scorso dello 0,4% a 2,043 milioni di tonnellate, mentre la quantità recuperata, tra riciclo e termovalorizzazione, è aumentata del 6,3%, passando da 1,44 a 1,53 milioni di tonnellate; come sintesi delle diverse dinamiche, il rapporto tra recupero e immesso al consumo è salito di ben il 4,7%, dal 70,4% al 75%.
Suddividendo il dato per destinazione del recupero, la quantità avviata a riciclo è cresciuta del +2,7%, da 740 a 760mila tonnellate, facendo salire la quota di riciclo sull’immesso al consumo al 37,2% (+1,1%). In forte crescita il volume degli imballaggi in plastica avviati a recupero energetico (+9,8%), arrivati a 773mila tonnellate: la ragione, spiega il Consorzio, va cercata nell’aumento degli scarti di trattamento, che derivano da un peggioramento della qualità media della raccolta differenziata. La percentuale di recupero energetico sull’immesso al consumo è così salita dal 34,3% al 37,8% (+3,5%).
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