La debolezza del mercato delle commodities e i rincari delle materie prime pesano sui conti della società.
31 luglio 2014 05:24
ENI presenta oggi alla comunità finanziaria i risultati del secondo trimestre che, dalle anticipazioni, vede una crescita dell’Utile operativo adjusted sia su base trimestrale (2,73 miliardi di euro, +39,3%), che nei primi sei mesi dell’anno (6,22 miliardi +9%). L’utile netto del gruppo è balzato del 139% a 660 milioni tra aprile e giugno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un incremento del 7,9% nel semestre, a 1,96 miliardi di euro.
Nel secondo trimestre, Versalis - braccio chimico del gruppo - ha registrato invece una perdita operativa adjusted di 93 milioni di euro, il 13,4% in meno rispetto al secondo trimestre 2013 a causa dei rincari del costo della materia prima petrolifera e della perdurante debolezza della domanda di commodities, dovuta all’andamento congiunturale e alla competizione dei produttori asiatici con effetti depressivi sui margini unitari. La perdita netta adjusted di 78 milioni di euro - nota la società milanese - è in linea rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel semestre 2014 la perdita operativa adjusted è aumentata di 37 milioni, pari al 25,5%. La perdita netta adjusted è aumentata nello stesso periodo del 12,5% rispetto al semestre 2013.
La produzione chimica del gruppo è scesa da 1,52 a 1,36 milioni di tonnellate nel trimestre e da 3 a 2,8 milioni (-7,4%) nei primi sei mesi dell’anno.
“Nel 2014 lo scenario di mercato è complessivamente peggiorato rispetto al 2013 - commenta il CEO del gruppo, Claudio Descalzi -. In particolare, nel settore della raffinazione abbiamo vissuto a livello europeo un drastico calo dei margini, frutto dell’eccesso di capacità, che ci ha portato ad accelerare il piano di ristrutturazione dei nostri impianti”.
Prosegue, nel frattempo il progetto sulla chimica verde varato da Novamont e Versalis nell’ambito della joint-venture Matrìca: a giugno è stato avviato il primo impianto e nei prossimi mesi entreranno in esercizio altre due unità per una capacita? produttiva stimata in circa 70 mila tonnellate annue.
Nessun progresso si registra invece sul fronte dei rapporti industriali, dopo lo sciopero proclamato nei giorni scorsi dai sindacati dei chimici. L’incontro tenutosi ieri al Ministero dello Sviluppo economico tra i vertici del gruppo e i sindacati non ha registrato nessun passo avanti. “Nonostante il tentativo di mediazione del ministro Guidi, si è registrata una posizione di rigidità dell’azienda rispetto alle richieste delle federazioni nazionali e territoriali di riavvio degli impianti di Gela e di Porto Marghera, così come previsto dagli accordi precedentemente sottoscritti - si legge in una nota sindacale -. Il piano proposto è inaccettabile, per questo riteniamo doverosa la prosecuzione delle forme di mobilitazione già in atto sul territorio di Gela e di Porto Marghera e nei prossimi giorni formalizzeremo la ripresa dello stato di agitazione nazionale in tutte le aziende del Gruppo".
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