Il presidente di Corepla Giorgio Quagliuolo illustra i punti del testo, parte dell’accordo Anci-Conai, che riguarda i rifiuti plastici.
8 ottobre 2014 06:02
I Presidenti di Anci, Conai e Corepla hanno siglato il 6 ottobre a Roma il nuovo Allegato tecnico imballaggi in plastica che completa l’accordo Anci-Conai rinnovato nel mese di aprile e valido per i prossimi cinque anni.
Il nuovo Allegato, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2015, contiene numerose novità, a partire dal superamento del sistema a fasce, in base al contenuto di frazione estranea nei rifiuti plastici, per la determinazione dei corrispettivi da versare ai comuni. Per saperne di più abbiamo sentito il presidente di Corepla, Giorgio Quagliuolo (nella foto).
L’Allegato tecnico imballaggi in plastica è stato l’ultimo ad essere siglato. Un parto lungo e difficile?
Le novità sono numerose e rilevanti. Il superamento del sistema a fasce ha comportato modifiche di altri punti dell’accordo, che hanno richiesto tempo per essere verificati e sistemati, in modo da evitare sperequazioni. Nel complesso si tratta di un grosso passo avanti rispetto al testo precedente.
Il superamento delle fasce era necessario?
Il sistema a fasce ha consentito, in tutti questi anni, di raggiungere un buon livello nella raccolta differenziata e nel riciclo di rifiuti plastici, ma ha introdotto anche diverse storture che andavano risolte. Su questo punto anche Anci era d’accordo.
Il nuovo sistema offre maggiori garanzie ad entrambe le parti. Anche la distribuzione dei corrispettivi, secondo le nostre proiezioni, sarà più omogeneo e, nel complesso, porterà benefici ai Comuni, specie a quelli che con il vecchio sistema ricevevano poco o nulla.
Può fornirci qualche dettaglio?
Con il precedente sistema, i rifiuti venivano pagati in base a tre fasce qualitative che si differenziavano per la percentuale di frazione estranea. Così, se il tenore di materiali estranei era superiore al 10%, i rifiuti venivano pagati al corrispettivo della seconda fascia. Con il nuovo sistema, invece, il 90% viene pagato con il corrispettivo massimo, mentre per il restante 10% viene addebitato al Comune il costo di smaltimento. Almeno entro certi livelli.
Ora il sistema è più semplice, trasparente, preciso e, dal nostro punto di vista, più facile da controllare.
L’aumento medio dei corrispettivi, entrato in vigore ad aprile, avrà un impatto significativo sui conti Corepla?
Indubbiamente, e per questo ne avremmo fatto volentieri a meno. Un aumento del 10.6% dei corrispettivi comporterà un aggravio dei costi intorno a 20 milioni di euro, che tradotto in Contributo ambientale (CAC) significa 10 euro in più a tonnellata. Che non è poco nell’attuale situazione economica.
Avete strappato condizioni in grado di mitigare questo incremento dei costi?
Possiamo intervenire in modo più efficiente nel ciclo di trattamento dei rifiuti, attraverso il monitoraggio e il controllo qualità, e potremo verificare come lavorano i centri di conferimento. La struttura delle analisi è più efficace e abbiamo trovato con Anci un accordo sulla qualificazione degli analisti. Senza dubbio, tutto ciò comporterà un miglioramento dell’attività di riciclo dei rifiuti plastici, ma dal punto di vista dei benefici economici dubito che potrà compensare l’aumento dei corrispettivi.
Ci sono altre novità rilevanti rispetto all’accordo precedente?
Un punto fondamentale è il superamento, a partire dal 2017, della raccolta multi materiale pesante, che non potrà più essere conferita direttamente ai nostri centri. Pur non essendo diffuso, il conferimento in modo indifferenziato di rifiuti da imballaggio in plastica, metallo e vetro (o carta) era molto oneroso per i nostri centri. I Comuni che adottano questa pratica dovranno modificare il sistema di raccolta, differenziando i rifiuti per materiale, oppure avvalersi di impianti di selezione prima di conferirli ai centri Corepla.
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