22 febbraio 2016 12:43
Oggi gli imballaggi in plastica (e lo stesso vale per tutti gli altri materiali) pagano a Conai un contributo ambientale che non tiene conto della riciclabilità delle diverse soluzioni adottate, ma il calcolo del CAC potrebbe presto cambiare.
TRE PARAMETRI. Conai ha infatti avviato un progetto per la diversificazione contributiva degli imballaggi in plastica, che prevede la valutazione di tre parametri fondamentali: la facilità di selezione degli imballaggi dopo il conferimento per il riciclo; l’effettiva riciclabilità, valutata come la selezione sulla base delle tecnologie disponibili industrialmente note ; il circuito di destinazione, domestico o commercio/industria.
TRE CATEGORIE PER IL CAC. Per arrivare a questo traguardo, a diciotto anni dall’avvio del sistema consortile, sono state analizzate una sessantina di tipologie di imballaggi in plastica, classificate in tre categorie alle quali corrisponderanno altrettanti valori del Contributo Ambientale: pagheranno meno gli imballaggi più facili da selezionare e riciclare, pagheranno di più quelli più “difficili” da trattare.
CI VORRÀ UN ANNO. “La decisione è maturata dopo un complesso, ma necessario, approfondimento con le Associazioni delle aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggio ed una campagna di analisi delle aziende produttrici che dichiarano tipologie e quantità dei loro imballaggi”, fa sapere Conai. E ci vorrà qualche tempo perché il nuovo sistema tariffario venga implementato: "presumibilmente entro 12 mesi, dopo il necessario adeguamento dei sistemi informativi ed un periodo di test per le imprese. I differenti valori del Contributo Ambientale verranno definiti dopo tale periodo, segnato da forte volatilità delle quotazioni delle materie prime seconde”.
NON SOLO PER LA PLASTICA. Roberto De Santis, Presidente di Conai, si definisce orgoglioso del lavoro svolto e del traguardo raggiunto, “essendo da tempo convinti di come il contributo unico per materiale non premi adeguatamente la ricerca e l’impegno verso imballaggi più orientati all’economia circolare. Abbiamo deciso di cominciare dagli imballaggi in plastica, il materiale più complesso per la varietà delle tipologie e per le tecnologie di selezione e di riciclo; in seguito potremo andare avanti sugli altri materiali”.
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