10 gennaio 2017 08:51
L’ultima edizione del Panel Federchimica conferma la sostanziale stagnazione della chimica italiana, la cui produzione è cresciuta l’anno scorso in volume dello “zero virgola qualcosa” - per la precisione +0,9% - e che quest’anno non dovrebbe andare oltre il +1,2%. Si tratta di tassi positivi, ma insufficienti per sostenere un settore che necessita di una crescita più consistente per giustificare gli ingenti investimenti.
ANDAMENTO ALTALENANTE. Bassa crescita che, secondo Federchimica, si innesta in un contesto generale ancora molto incerto: il risultato è un “cammino di moderato recupero ancora caratterizzato da un andamento fortemente altalenante, connesso alla fiducia, alle aspettative e quindi alle modalità di acquisto dei settori clienti a valle”.
“Nel corso del 2016 - afferma la federazione della chimica italiana - la domanda interna si è confermata in crescita: alla robusta performance dell’auto e componenti, si affiancano le buone performance di altri importanti settori clienti (farmaceutica e gomma-plastica). In ripresa anche il mobile e primi segnali di una fine della caduta dalle costruzioni”.
TENGONO LE ESPORTAZIONI. Se la produzione ristagna, si conferma il positivo andamento delle esportazioni, in volume anche se non ancora in valore (a causa del dei prezzi in calo): le vendite all’estero hanno messo a segno nell’anno appena trascorso un incremento del 2,1% (in tonnellate), a fronte di una confortante crescita della domanda interna (+1,4%) che ha portato ad un aumento dell’importazioni (+2,6%).
OUTLOOK 2017. Per i prossimi mesi, Federchimica conferma un scenario a bassa crescita, “ma di minor cautela sulle scorte, anche perché è ormai chiaro che la filiera della petrolchimica dovrà scaricare a valle aumenti di costo connessi al nuovo livello del prezzo del petrolio. Di conseguenza, ci si può attendere dopo un finale d’anno fiacco, che l’inizio 2017 possa offrire qualche spunto di crescita in più”. Le previsioni per l'anno in corso confermano quindi una moderata crescita della produzione (+1,2%), il trend positivo della domanda interna (+1,3%) e delle importazioni (+2,4%), mentre l’export potrebbe segnare una modesta accelerazione rispetto al 2016 (+2,5%).
L’industria chimica italiana dovrà però fare i conti con criticità legate all’instabilità politica a livello europeo e italiano, incertezza in merito alle politiche di Trump e sugli effetti a livello globale, possibili turbolenze sui mercati finanziari, trasformazione dell’economia cinese, con rallentamento dei tassi di crescita industriale. Incertezza che si somma ai vincoli tipici del sistema paese in termini di costo dell’energia, vincoli burocratici, infrastrutture e logistica.
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