19 giugno 2017 14:45

L’Assemblea di Federchimica ha eletto oggi Paolo Lamberti alla presidenza della Federazione degli industriali chimici con la quasi unanimità dei voti (99,8%), chiudendo il mandato di Cesare Puccioni, non più rieleggibile dopo sei anni di presidenza. Classe 1952, Lamberti è Presidente e Amministratore delegato di Lamberti Spa, società attiva nel settore della chimica delle specialità.
Nella sua relazione all’Assemblea, Lamberti ha dichiarato che il mandato nasce “nel segno della continuità come valore e del cambiamento come condizione necessaria per contribuire, come settore industriale, alla vera ripresa del Sistema Paese: la Chimica ha le caratteristiche per svolgere questo ruolo”.
CHIMICA 4.0. Parlando ai suo colleghi imprenditori, prima degli interventi del Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il neopresidente di Federchimica ha toccato diversi temi cruciali per il settore. Partendo dall’importanza dei dati e della formazione per attivare l’innovazione e cogliere i benefici della nuova rivoluzione industriale: “I dati sono il petrolio di questo secolo e la formazione è il nuovo fattore di produzione”.
Partendo dal presupposto che la competitività per un’impresa chimica deve essere costruita su innovazione, tecnologia e mercato globale, Lamberti è convinto che “Industria 4.0 nella chimica non sia una moda, non solo un incentivo fiscale, ma una vera e grande opportunità”, di cui devono beneficiare - e già lo stanno facendo - anche le piccole medie imprese. Senza dimenticare i pericoli insiti nel nuovo paradigma industriale: "Industria 4.0 può dare a noi tanto, ma lo può dare anche ai nostri concorrenti emergenti (o già emersi), permettendo loro non solo di fabbricare prodotti a basso prezzo e di buona qualità, ma anche di utilizzare la flessibilità propria del manifatturiero italiano”. Da qui l’invito di non limitarsi all’innovazione incrementale estemporanea, ma di fare ricerca, brevettare, lavorare sulla frontiera tecnologica senza perdere in flessibilità e capacità di personalizzazione.
ISTITUZIONI E IMPRESE. Un tema dolente dell’imprenditoria italiana è la mancanza di un appoggio da parte delle istituzioni e della pubblica amministrazione, in quanto - ha ricordato Lamberti - l’Italia è uno dei paesi avanzati con il più basso livello di efficacia della ‘res publica'; ma per questo - ha aggiunto - le politiche di semplificazione potrebbero avere un potenziale propulsivo enorme sull’economia del paese. Restano i nodi della burocrazia, dove per ottenere le autorizzazioni per avviare nuovi impianti in Italia servono anni e nel resto dell’Europa mesi, senza contare le procedure diverse tra Regione e Regione, o da comune a comune nella stessa Regione.
SERVE UNA POLITICA INDUSTRIALE. Lamberti ha anche invitato l’Europa ad avviare un vera politica industriale, come sta facendo Trump negli Stati Uniti e la Cina in Asia: occorre tornare all’obiettivo di raggiungere il 20% del manifatturiero sul PIL entro il 2020, progetto finito nel cassetto “per responsabilità precise di alcuni governi nazionali”. Secondo il neopresidente di Federchimica: “una seria politica industriale europea passa per la riorganizzazione in un insieme coerente delle sue varie ramificazioni: politica commerciale più aggressiva, politica della concorrenza più coerente con un mercato che è ormai globale, politica ambientale rivisitata, non per liquidarla, ma per migliorarla rendendola non più lasca ma più compatibile con la competitività industriale”.
L’Italia deve incidere di più in Europa, per difendere i nostri interessi: “Abbiamo bisogno di Eurodeputati sempre più dedicati e competenti: fintantoché, a differenza dei tedeschi o dei francesi, esisterà in Italia un sistema elettorale che costringe gli Eurodeputati a essere troppo presenti in Italia per curare il proprio collegio, l’obiettivo non sarà facilmente raggiungibile”, ha dichiarato.
LOTTA ALLE BUFALE. Nel suo intervento Lamberti se l’è presa anche con le fake-news, ricordando che gli industriali chimici sono diventati esperti di “bufale”, dovendo combatterle da anni. “La tesi di fondo sembra essere sempre la stessa - ha spiegato -. L’industria, e ancor di più la chimica, non sono fonte di progresso, di miglioramento della qualità e della durata della nostra vita, ma un fattore negativo da ignorare o da rimuovere”.
Infine, Lamberti ha toccato il nodo del Contratto nazionale di lavoro, che l’anno prossimo dovrà essere rinnovato. La sfida è trovare insieme ai sindacati la formula che faccia crescere la produttività, rafforzando l’impresa e la sua occupazione. “Una formula che deve avere come principali ingredienti innovatività, flessibilità e semplicità”.
Il presidente di Federchimica ha chiuso il suo intervento citando un proverbio cinese: “Quando si alza il vento del cambiamento alcuni costruiscono ripari, altri mulini a vento”. “Le Associazioni sono viste come quelle che “costruiscono ripari - ha dichiarato all'Assemblea -. Noi dobbiamo dimostrare che aiutiamo imprese e Istituzioni a costruire i mulini a vento di oggi e di domani!”
BIOGRAFIA. Nato a Milano nel 1952, coniugato con 4 figli, Lamberti è Cavaliere del Lavoro dal 2007. Dopo la Laurea in economia e commercio all’Università Cattolica di Milano e un Master in Business Administration alla Wharton School University of Pennsylvania, Lamberti ha intrapreso la sua carriera in Lamberti, produttore di ausiliari chimici vari per l’industria, con un fatturato consolidato di 510 milioni di euro nel 2016 e oltre 1.300 addetti.
In ambito associativo, è stato Vice Presidente di Federchimica, Componente il Comitato di Presidenza, il Consiglio Direttivo e la Giunta, nonché Presidente dell’Associazione di settore AISPEC. E’ Consigliere di Amministrazione di Centro Reach, componente del Consiglio Generale di Confindustria e del Consiglio Direttivo della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro – Gruppo Lombardo.
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