27 luglio 2018 07:39
Domato l’incendio nel centro selezione rifiuti della Di Gennaro a Caivano, in provincia di Caserta (leggi articolo), ci si interroga sui motivi che sono all’origine di questo e altri incidenti occorsi agli impianti di stoccaggio dei rifiuti.
Sulle cause del rogo che ha distrutto balle di carta e plastica stoccate nel piazzale dell’azienda stanno indagando gli inquirenti e i Vigili del fuoco. La società sottolinea come il rischio di incendio, sempre presente in queste attività, aumenti esponenzialmente quando i quantitativi di materiale in giacenza, pur nel rispetto dei limiti autorizzativi, sono maggiori e, ovviamente, d’estate con le alte temperature.
TROPPI RIFIUTI DA SMALTIRE. “Dopo i due incendi che, nell’ultimo mese, avevano colpito altrettanti impianti di selezione della plastica campani - si difendela Di Gennaro -, avevamo comunicato ai Comuni, agli operatori di raccolta, alla Regione Campania, alle Prefetture campane e ai Consorzi Conai e Corepla di non essere nella condizione di ricevere conferimenti aggiuntivi per supplire al fermo degli altri impianti, proprio per evitare di superare i limiti di stoccaggio autorizzati e per non accrescere ulteriormente il rischio di incendi”.
“Purtroppo - aggiunge la Di Gennaro - il problema principale è legato ad un sistema di raccolta differenziata che privilegia la quantità senza tener conto della qualità; ciò comporta una notevole produzione di sovvalli da smaltire, proprio quando il sistema degli smaltimenti in Italia è al collasso. Perfino il sistema dei consorzi del Sistema Conai fatica a gestire gli scarti di sua competenza e quindi ad assicurarne l’asporto a fine lavorazione.
COREPLA PUNTUALIZZA. Chiamato in causa, Corepla ha diramato una nota che, pur esprimendo solidarietà all’azienda campana, precisa che i quantitativi di rifiuti plastici di competenza Corepla stoccati nell’impianto erano su livelli assolutamente fisiologici e ben al di sotto dei limiti autorizzativi.
“Diversamente da quanto sostenuto dalla Di Gennaro - si legge nella nota -, non solo non abbiamo incoraggiato conferimenti aggiuntivi presso l’impianto, ma abbiamo sottolineato per iscritto la necessità di sospendere ulteriori ingressi”.
Corepla ricorda inoltre che i requisiti tecnici e autorizzativi richiesti agli impianti di selezione per aderire al circuito Corepla sono stringenti, trasparenti e uguali per tutti. E fra questi vi è il certificato prevenzione incendi. “Requisiti, che vengono minuziosamente verificati e periodicamente monitorati sia dal Consorzio che da auditor esterni, sono consultabili sul nostro sito".
“I centri di selezione non lavorano in esclusiva per Corepla e trattano altre tipologie di rifiuti recuperabili - aggiunge il Consorzio -. Inoltre, la gran parte dei flussi in ingresso non è governata da Corepla: il ritiro della raccolta multimateriale (raccolta congiunta di plastica ed altre frazioni recuperabili) avviene sulla base di accordi diretti fra il centro di selezione e le Amministrazioni comunali o i loro appaltatori”.
SORVEGLIATI SPECIALI. Sul tema era intervenuto nei giorni scorsi anche il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, chiedendo alle Prefetture di porre i centri di stoccaggio rifiuti, come altri siti sensibili, sotto controllo speciale, per consentire “controlli maggiori e costanti”.
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