1 giugno 2026 08:45
Realizzati con non-tessuti e film poliolefinici, i pannolini monouso e altri prodotti assorbenti per la persona vengono generalmente utilizzati una sola volta e avviati a incenerimento o discarica, senza recupero di materiale. Tra le eccezioni vi è i-Foria Italia, che ha sviluppato una tecnologia in grado di separare e recuperare plastica, cellulosa e materiale assorbente (leggi articolo).
Allo stesso obiettivo stanno lavorando Woosh, marchio belga di pannolini circolari, il produttore di poliolefine Borouge International e BlueAlp, società attiva nel riciclo chimico con un impianto già operativo a Ostenda, in Belgio (nella foto).
I tre partner hanno puntato sul riciclo chimico, dimostrandone l’applicabilità su scala industriale con un approccio a circuito chiuso per le frazioni plastiche dei pannolini.
Al centro del progetto vi è il pannolino Woosh Give-Back, progettato per facilitarne il riciclo. L’azienda belga fornisce i pannolini a strutture per l’infanzia e famiglie e li raccoglie dopo l’uso, creando un flusso separato e tracciabile che costituisce la base per le successive fasi di trattamento.
Borouge International e BlueAlp hanno lavorato con Woosh per definire i requisiti qualitativi che le frazioni plastiche recuperate devono soddisfare per poter essere utilizzate in ingresso all’impianto di riciclo chimico di BlueAlp.
Woosh ha quindi ottimizzato il proprio processo proprietario di separazione meccanica, ottenendo frazioni poliolefiniche conformi a tali requisiti.
Le prime prove di riciclo su scala industriale sono state condotte presso l’impianto di Ostenda. Le frazioni plastiche sono state avviate a pirolisi, da cui è stato ottenuto un olio di pirolisi certificato ISCC Plus, idoneo alla produzione di nuovi polimeri, anche per applicazioni nel settore dei pannolini.
“Riciclare chimicamente la plastica proveniente da pannolini usati è tutt’altro che semplice - commenta Peter Voortmans, vice president Marketing Consumer Products di Borealis, oggi parte di Borouge International -. Richiede un accurato pretrattamento per soddisfare le specifiche del processo di pirolisi. Insieme a Woosh e BlueAlp siamo riusciti a risolvere questa sfida, dimostrando ciò che è possibile ottenere quando si lavora a stretto contatto con un obiettivo condiviso”.
Woosh sta già ampliando il proprio modello Give-Back. Oggi l’azienda belga fornisce e raccoglie pannolini in tutto il Belgio, servendo un bacino di oltre 30.000 bambini. L’impianto per il recupero di questi prodotti, avviato nel 2025 a Bruges, tratta ogni anno migliaia di tonnellate di pannolini usati. Nel prossimo futuro, le attività sono destinate a espandersi in Francia e nei Paesi Bassi, aumentando così il volume di plastica recuperata disponibile per il riciclo chimico.
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