20 ottobre 2016 07:49
A pochi mesi dall’avvio dell’impianto bioBDO di Bottrighe (RO), che rende possibile la sintesi di bioplastica Mater-bi con un contenuto di rinnovabili fino al 70% (IV generazione), Novamont ha annunciato ieri - in occasione del K2016 - la messa a punto di una tecnologia di processo per idrossimetilfurfurale (HMF), acido furandicarbossilico (FDCA) e per una serie di polimeri ad uso captive ottenuti dalle radici del cardo, pianta già impiegata da Matrìca in Sardegna per la sintesi di intermedi.
La disponibilità di HMF e FDCA da biomasse consentirà di passare alla V generazione di Mater-bi e ottenere una serie di prodotti con proprietà barriera all’ossigeno e all’anidride carbonica.
“Si tratta di un complesso sistema di tecnologie integrate, tutte ispirate al basso impatto - fa sapere l’azienda novarese. L’obiettivo è ora quello di creare un impianto dimostrativo e validare il prodotto in alcune prime applicazioni a partire dal 2018”.
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L’azienda italiana presenta alla fiera tedesca tecnologie di processo integrate e servizi per l’intero ciclo di vita degli impianti.
Ampacet porterà alla fiera tedesca la gamma ProVital+, forte della certificazione ISO 13485 appena ottenuta.