22 gennaio 2015 - Per l’agenzia europea nessun rischio per la salute ai livelli attuali di esposizione.
26 giugno 2014 - La Commissione Europea fissa nuovi limiti più stringenti sulla migrazione di Bisfenolo A.
10 aprile 2014 - L’Agenzia chiede più tempo per mettere a punto la valutazione completa del rischio da bisfenolo A.
2 luglio 2013 - Efsa riapre il file sull'esposizione al bisfenolo A e chiede il parere di tutte le parti interessate.
1 giugno 2011 - Scatta il 1° giugno il divieto di importare e commercializzare in Europa biberon in policarbonato.
3 febbraio 2011 - Dal 1° marzo proibita la fabbricazione di biberon in policarbonato e da giugno anche l'importazione e la vendita.
26 novembre 2010 - Da marzo 2011 sarà vietata la produzione e da giugno l'importazione e la vendita. A dispetto delle rassicurazioni dell'Efsa, che solo pochi mesi aveva condotto una revisione degli studi scientifici sul Bisfenolo A, senza modificare le proprie linee guida sulle dosi massime tollerabili (sebbene raccomandando ulteriori approfondimenti), l'Unione Europea si prepara a mettere al bando i biberon prodotti in policarbonato, la resina plastica che contiene questa sostanza. Una proposta di direttiva della Commissione Europea è stata approvata a maggioranza qualificata dal comitato permanente per la filiera alimentare e il benessere animale (Standing Committee on the Food Chain and Animal Health); condizione necessaria e sufficiente, senza quindi bisogno di una votazione del Parlamento, per far entrare in vigore la restrizione. Il comitato è composto da rappresentanti degli stati membri affiancati da un funzionario della Commissione. In base alla nuova regolamentazione proposta e ratificata, negli stati membri non si potranno produrre biberon contenenti Bisfenolo A a partire dal 1° marzo 2011, mentre dal 1° giugno 2011 ne sarà vietata anche l'importazione e la vendita."Questa è una buona notizia per i consumatori europei - ha commentato John Dalli, commissario responsabile per la salute e la difesa dei consumatori - Basandomi sul recente parere dell'EFSA, avevo sottolineato l'esistenza di aree di incertezza, derivanti da nuovi studi che indicano che il BPA potrebbe avere effetti sullo sviluppo, la risposta immunitaria e la formazione di tumori". Il bando alla vendita di biberon di policarbonato è già in vigore in due paesi europei, Francia e Danimarca.
18 ottobre 2010 - La sostanza entra nell'elenco delle sostanze tossiche. Provvedimento contestato dall'industria chimica. La decisione era stata preannunciata e non è servita l'opposizione delle associazioni canadesi della chimica: il 13 ottobre scorso il Canada, primo paese al mondo, ha ufficialmente inserito il Bisfenolo A nell'elenco delle sostanze tossiche. Un provvedimento estremo, in netto contrasto con le recenti prese di posizione delle autorità europee e statunitensi. Il Bisfenolo A è un costituente del policarbonato e di alcune resine utilizzate per il rivestimento interno delle lattine. Messo sotto accusa in passato per presunti effetti sulla salute da alcuni studi internazionali, e da uno canadese in tempi recenti, il BPA è stato recentemente “assolto” dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, EFSA, che dopo aver riesaminato le ricerche scientifiche, anche le più recenti, ha deciso solo qualche settimana fa di non rivedere i livelli di sicurezza stabiliti nel 2006 e confermati nel 2088, in termini di dose massima giornaliera tollerabile (TDI), pari a 0,05 mg per kg di peso corporeo. Il gruppo di esperti EFSA ha inoltre dichiarato che i dati attualmente disponibili non forniscono prove convincenti della tossicità del BPA a livello neurocomportamentale, come invece trasparirebbe dalla ricerca canadese.
1 ottobre 2010 - Nessuna evidenza spinge l'Autorità europea a rivedere la dose giornaliera tollerabile. Pubblichiamo integralmente la nota diffusa ieri dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) in merito ai potenziali rischi di tossicità del Bisfenolo A, uno dei costituenti del policarbonato e delle resine epossidiche. Questa sostanza è stata di recente messa sotto accusa per i potenziali rischi sulla salute, tanto che alcuni paesi hanno stabilito limiti e bandi precauzionali al suo utilizzo, soprattutto nei biberon e articoli per l'infanzia. L'Autorità, dietro richiesta della Commissione Europea, ha deciso di procedere ad una dettagliata revisione di tutti gli studi disponibili, giungendo alla conclusione che non vi sono prove convincenti sulla tossicità di questa sostanza a livello neurocomportamentale. La Redazione. "A seguito di una dettagliata ed esaustiva disamina delle recenti pubblicazioni scientifiche e degli studi sulla tossicità del bisfenolo A (BPA) a basse dosi, gli scienziati del gruppo CEF dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) concludono di non essere riusciti a individuare alcuna nuova prova che li induca a rivedere l’attuale dose giornaliera tollerabile (TDI) per il BPA di 0,05 mg/kg di peso corporeo, stabilita dall’EFSA nel suo parere del 2006 e riconfermata nel parere del 2008[4] . Il gruppo di esperti ha inoltre dichiarato che i dati attualmente disponibili non forniscono prove convincenti della tossicità del BPA a livello neurocomportamentale. Un membro del gruppo di esperti ha espresso un parere di minoranza, affermando che alcuni recenti studi segnalano incertezze in merito a effetti avversi sulla salute a dosi inferiori a quelle impiegate per determinare l'attuale TDI. Benché il membro concordi con il parere generale del resto del gruppo che questi studi non possano essere impiegati per stabilire una TDI inferiore, l’esperto raccomanda che l’attuale TDI diventi una TDI temporanea. I membri del gruppo di esperti CEF riconoscono che alcuni studi recenti segnalano effetti avversi sugli animali esposti al BPA durante la fase dello sviluppo, a dosi di molto inferiori a quelle impiegate per determinare l'attuale TDI. Questi studi evidenziano alterazioni biochimiche del sistema nervoso centrale, effetti sul sistema immunitario e una maggior predisposizione al tumore della mammella. Purtuttavia tali studi presentano parecchie lacune. Al momento non è possibile valutare l’importanza di questi riscontri per la salute umana, ma, se in futuro si rendessero disponibili nuovi dati in merito, il gruppo di esperti riconsidererà questo parere. Il recente lavoro portato a termine dagli esperti scientifici dell’EFSA fa seguito a una richiesta della Commissione europea di: a) effettuare una disamina della recente letteratura scientifica in merito alla tossicità del BPA per valutare se la TDI debba essere aggiornata; b) valutare un nuovo studio sui possibili effetti neuroevolutivi (ovvero possibili effetti sul cervello e sul sistema nervoso centrale) del BPA nei ratti, noto come studio Stump; e c) fornire un parere sulla valutazione del rischio condotta dall’Istituto danese per l’alimentazione DTU".
30 agosto 2010 - Uno studio confermerebbe gli effetti estrogeni della sostanza sull'uomo. Nel Regno Unito, una equipe di ricerca della Peninsula Medical School e della University of Exeter ha condotto una approfondita ricerca su un campione di 715 individui adulti per valutare gli effetti sull'organismo umano dell'esposizione al Bisfenolo A (BPA), sostanza presente in alcune materie plastiche, tra cui il policarbonato. Lo studio è stato condotto sui dati rilevati dallo studio InCHIANTI, su un campione di 715 italiani adulti con età compresa tra 20 e 74 anni. I livelli di BPA sono stati analizzati attraverso la cromatografia liquida-spettrometria di massa di campioni di urina prelevati quotidianamente.I ricercatori avrebbero trovato un nesso diretto tra l'esposizione a questa sostanza e la concentrazione di testosterone nel sangue, rilevando così un effetto sul sistema endocrino anche nell'uomo, dopo che precedenti studi avevano ipotizzato analoghi effetti sugli animali. I risultati dello studio sono stati pubblicati sull'edizione online della rivista scientifica Environmental Health Perspectives. In particolare, sarebbe stato rilevato statisticamente che una elevata esposizione al BPA provoca un incremento, anche se modesto, dei livelli di testosterone; sebbene non ciò non costituisca un rischio immediato per la salute, i risultati giustificherebbero – a detta dei ricercatori – nuovi studi per valutare approfonditamente gli effetti di questa sostanza sull'uomo. Nel frattempo si allunga la lista dei paesi che stanno introducendo limiti all'utilizzo di imballaggi e contenitori alimentari contenenti Bisfenolo A. Il Canada si appresterebbe a inserirlo nell'elenco delle sostanze tossiche, dopo averne bandito, due anni fa, l'impiego nei biberon e in altri articoli per l'infanzia. Vedi anche: Daily Bisphenol A Excretion and Associations with Sex Hormone Concentrations: Results from the InCHIANTI Adult Population Study
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